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I dettagli di Napoli: i martiri giapponesi nella Basilica di Santa Maria alla Sanità

| 18 Giugno 2019

Il martirio di ventisei religiosi cattolici in Giappone. E’ quello che racconta la tela posta all’ingresso della sacrestia nella Basilica di Santa Maria della Sanità. Il quadro illustra con dovizia di particolari la morte di San Paolo Miki e dei confratelli il 5 febbraio 1597 sulla collina di Tateyama dove sei missionari francescani, tre gesuiti e diciassette terziari sono stati appesi alle croci con 5 anelli: uno alla gola, due ai polsi, due alle tibie e uccisi con colpi di lancia. Le cronache dell’epoca raccontano che sui corpi senza vita appesi alle croci si sono visti globi luminosi e meteore che hanno illuminato il buio della notte. Il loro sangue, raccolto di nascosto, ha fatto ottenere guarigioni miracolose e la risurrezione di un giovane. Trenta anni dopo, nel 1627, papa Urbano VIII li ha dichiarati Beati mentre Pio IX, nel 1862, li ha canonizzati.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 18 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 18 Giugno 2019

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