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I dettagli di Napoli: i teschi della Certosa di San Martino

| 18 Aprile 2019

Domina Napoli dall’alto. E’ la splendida Certosa di San Martino dalla quale si gode di un panorama stupendo. Al suo interno l’incredibile chiesa ricca di capolavori di Michelangero Naccherino, Pietro Bernini, il Cavalier d’Arpino ed ancora Giuseppe De Ribeira, Luca Giordano, Massimo Stanzione, Guido Reni. Non c’è struttura barocca, però, dove non abbia messo mano e genio Cosimo Fanzago. Qui c’è il famoso corridoio che mette in contatto il quarto del priore, con una vista unica sul golfo, al chiostro grande dove troviamo il cimitero fanzaghiano riservato ai monaci. Di origine trecentesca, circondato da una elegante balaustra in marmo sormontata da teschi e ossa legati con dei nastri, è un capolavoro realizzato in  marmo bianco che lascia stupiti tanta è la bellezza. Un memento mori ovvero “ricordati che devi morire” che non incute terrore ma induce a riflettere sulla caducità della vita.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 18 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 18 Aprile 2019

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