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I dettagli di Napoli: il giardino misterioso della Sanità

| 11 Febbraio 2020

In via Via Giuseppe Piazzi 55, una traversa di via Foria compresa tra l’Orto botanico e la chiesa di San Carlo all’Arena c’è il bellissimo Giardino di Babuk. Si tratta di una oasi di tranquillità all’interno del coloratissimo e vivace quartiere della Sanità che prende il nome dall’amato gatto dell’attuale proprietario, Gennaro Oliviero, già docente di Diritto nella prestigiosa università Federico II e in altri atenei italiani. Un luogo fiabesco può essere definito questo posto affidato alla custodia discreta di una colonia felina che ha una storia plurisecolare. L’area è ciò che resta di un’antica villa della nobile famiglia Caracciolo Del Sole aggregati al Seggio di Capuana e poi iscritta nel Libro d’Oro napoletano, insigniti di prestigiosi titoli tanto da potersi permettere una cappella, quella di Sergianni Caracciolo di cui abbiamo scritto, all’interno di San Giovanni a Carbonara. La proprietà odierna ha subito molte vicissitudini, anticamente pare sia stata persa durante una partita al “giuoco delle carte” per arrivare addirittura quasi a sparire a causa di una concessione edilizia che prevedeva la costruzione di un palazzo con la ditta incaricata fallita poche ore prima di iniziare i lavori fino alla vendita all’asta e all’acquisto da parte del professor Oliviero nel 2007. Il nuovo proprietario ha profuso immensa passione, energia e risorse nel recupero di un luogo dove dimoravano, da tempo immemore, tantissimi gatti e lui, che ha una grande passione per questi animali, ha intitolato il giardino al gatto che ha vissuto con lui per ben 18 anni: Babuk. Oltre il giardino, c’è molto di più: una cavità ipogea usata per la conservazione di vivande, prima ancora come cisterna e, negli anni della seconda guerra mondiale del secolo scorso, come rifugio antiaereo. Tanti utilizzi, dunque, per un luogo chiuso da un bel cancello di metallo che cela una gradinata in pietra e una oasi di pace e un segreto, un altro, tra i tanti: la sepoltura dei bambini messi al mondo dalle monache violentate dai francesi nel 1799! Resta però, il grande gesto d’amore che solo gli amanti dei gatti possono comprendere, aver reso eterno il nome dell’animale più magico e più potente che ci sia e di cui l’uomo può ambire, al massimo ad un rapporto alla pari: il gatto!

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 11 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 11 Febbraio 2020

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