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I dettagli di Napoli: il Narciso di Vincenzo Gemito a Villa Pignatelli

| 13 Gennaio 2020

Splendido. E’ il solo ed unico aggettivo per descrivere uno dei grandi capolavori del genio di Vincenzo Gemito. E’ il Narciso che si trova nella sala della biblioteca di Villa Pignatelli, che ospita l’omonimo museo, a Chiaja. L’opera risale alla fine del 1885 quando sta per iniziare uno dei periodi più travagliati per la salute e le condizioni dell’artista. In quel periodo, lo scultore, decide di rendere omaggio ad una statua, conservata al Museo Nazionale, rinvenuta 23 anni prima, nella campagna di scavi di Pompei in quella che è stata poi chiamata Casa di Narciso in Vico del Lupanare e identificato, nel tempo anche con Dioniso o Pan. “E’ un dé più leggiadri e delicati bronzi che abbiano riveduto la luce da una delle case cospicue di quella nobile Colonia Venerea – scrive Achille Minozzi nel volume Gemito la vita e le opere -. La copia del narciso intrattiene Gemito anche più del tempo ch’egli, di consueto, consacra alle sue opere originali; lo scultore delicato s’è innamorato di quella composta ed elegante castigatezza e di quella rara cura d’esecuzione che il picciol bronzo, fine operum argutie, raccoglie così completamente nella vaga e adorabile sua simmetria”. Proprio il Minozzi ricorda che tanta era la bellezza e la perfezione dell’opera di gemito che messa di fronte all’originale “quella copia felice inganna i più esperti” e noi, davanti a tanta bellezza, non abbiamo nessun problema nel credergli. Di quel capolavoro, Vincenzo Gemito, ha fatto più fusioni “Un esemplare del Narciso aveva dunque spidito al Meissonier, ch’egli ha sempre tenuto in cima a ogni suo pensiero d’arte – prosegue Minozzi – e a cui ha voluto presentare le primizie delle sue fatiche”. Toccante la descrizione del modo in cui il maestro si sia privato di quel “figlio”: “rinserrato in una pelle di capretto un novello bronzo del Narciso, s’è posto ad armacollo quel pesante fagotto, ed aspetta nervosamente l’ora della partenza”. Ernesto Meissonier era un importante mercante nonché guida per Gemito e sempre il Minozzi ci informa che “Il primo bronzo del Narciso è presso la signora vedova de Mesnil, a Spa. Una copia di bronzo è nella collezione Minozzi. La cera originale è posseduta dalla stessa signora vedova de Mesnil – Molte riproduzioni”. Tutto questo nulla toglie alla grandiosità, vitalità e plasticità del lavoro fatto da Vincenzo Gemito.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 13 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 13 Gennaio 2020

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