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I dettagli di Napoli: il putto con l’uva a Palazzo Zevallos

| 10 Gennaio 2020

In via Toledo, cuore pulsante della città, c’è Palazzo Zevallos che da residenza nobiliare è diventata banca e, oggi, museo. Al suo interno opere e tesori dal valore incalcolabile. Lungo la splendida scalinata in marmo, una stupenda opera dello scultore partenopeo Raffaele Belliazzi. Nato nel 1835, ha avuto l’occasione di apprendere l’arte all’interno della bottega del padre e, successivamente di completare la sua formazione sotto la guida di Tommaso Solari, autore della statua di Carlo d’Angiò, situata sulla parete frontale di Palazzo Reale, di Alfonso Balzico che, nel tempo, diverrà scultore ufficiale di Casa Savoia. Tra le sue opere anche il completamento della statua di Carlo III, sempre sulla facciata di Palazzo Reale mentre le sue opere, nelle varie esposizioni italiane, si sono aggiudicati numerosi premi. Tanta è stata la bravura e la fama raggiunta da essere nominato Cavaliere all’Ordine della Corona d’Italia. Esponente della corrente verista della scultura, l’Allegoria dell’autunno o Putto con l’uva è in bella mostra al primo piamo di Palazzo Zevallos. E’ scolpita nel luminosissimo marmo bianco, di un candore quasi accecante. Il bimbo, con i capelli sciolti verso la fronte, indossa una fascia trasversale, tipica dell’iconografia classica, che parte dalla spalla destra e, reca tra le mani, un grappolo d’uva con le foglie della vite. La statua simboleggia l’arrivo della stagione autunnale e il tempo di raccolto di questo frutto prezioso, parte importante della dieta dei nostri nonni perché fonte di zuccheri nonché rimando al mito dell’abbondanza con la sua lavorazione e trasformazione in vino. L’uva del resto, ha sempre avuto un significato profondamente simbolico: ricorda l’ingegno e il lavoro dell’uomo per la sua coltivazione, il dio greco Dioniso, il Bacco dei romani, regala felicità ai mortali uomini grazie al vino che, però, ispira anche la poesia alleggerendo gli animi dai pensieri quotidiani; l’uva e il suo frutto sono allegoria, nel cristianesimo di Cristo e del suo sacrificio, ed ancora simbolo di benessere, fecondità, fertilità e bellezza in un continuo rimando al mondo della mitologia. Belliazzi ha saputo rendere al meglio queste suggestioni che sono patrimonio comune di tutti gli uomini del mondo con una piccola statua in marmo che cattura la nostra attenzione per la sua bellezza e armonia commoventi.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 10 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 10 Gennaio 2020

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