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I dettagli di Napoli: il Real Monte Manso e San Francesco de Jeronimo

| 18 Febbraio 2020

In Via Nilo, nel cuore del centro antico, c’è il Palazzo del Real Monte Manso, conosciuto anche come d’Afflitto, proprietari dell’immobile fino al 1654 quando è stato acquistato dalla fondazione  del Real Monte che ha avuto origine grazie alla sensibilità di Giovan Battista Manso tra i fondatori del Pio Monte della Misericordia. Dopo un quarto di secolo è nato il Real Collegio per gli studi dei giovani nobili che si fossero trovati momentaneamente in situazione di difficoltà economica. Poco meno di un secolo dopo, precisamente nel 1750, il palazzo è stato arricchito con una cappella che è situata esattamente sopra quella di Raimondo de Sangro che ospita il celeberrimo Cristo Velato. Il collegio ha vissuto alterne vicende tra la fine del ‘700 e l’inizio del XIX° secolo tanto da essere soppresso, in modo definitivo nel 1820. Ma c’è un’altra particolarità di questo luogo religioso: per dimensioni è una vera e propria chiesa situata al terzo piano del fabbricato! Il percorso per giungere nel tempio è ricco di arredi sacri messi in mostra e, tra questi, spiccano quelli in seta e oro dell’antica manifattura di San Leucio. “L’accesso alla chiesa – scrive il Touring Club nella guida riservata a questo tesoro sconosciuto ai più – è impreziosito da un elegante balaustra lignea che è stata interamente recuperata, bellissimi sono anche i portoni d’ingresso anch’essi lignei. Sopra la lapide che ricorda la concessione di Papa Benedetto XIV vi è lo stemma marmoreo della famiglia Manso. La Cappella subì notevoli danni negli anni 80: andò perso il pavimento maiolicato di Giuseppe Massa (lo stesso autore del chiostro di Santa Chiara), la cantoria ed il soffitto. La Cappella è ricca di opere d’arte spicca su tutto il bellissimo altare ligneo sovrastato dalle statue policrome di Sant’Ignazio da Loyola e San Francesco Saverio ai lati e dei quattro arcangeli al centro (statue che agli inizi del novecento avevano ricoperto con la cementina nascondendo la policromicità delle stesse). Sull’altare domina la magnifica tela di Francesco de Mura raffigurante la Madonna con Gesù bambino e Santi Gesuiti”. Nella tela è rappresentato un santo importantissimo per la vita sociale e religiosa di Napoli: San Francesco de Jeronimo, originario di Taranto, gesuita e profeta della santità di Sant’Alfonso Maria dé Liguori nonché prefetto del Real Monte Manso. De Jeronimo è stato apostolo delle classi popolari della capitale vicereale e, sempre a lui si deve la diffusione del culto di San Ciro. Mentre la monumentale cappella a lui dedicata nella splendida chiesa del Gesù Nuovo è senza dubbio la più ricca al mondo di reliquie di santi. Chiusa per decenni a causa dei danni riportati a seguito del secondo conflitto mondiale e del terremoto del 1980, la splendida chiesa è stata riaperta a seguito di un importante restauro che ne ha riportato in luce l’originario splendore.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 18 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 18 Febbraio 2020

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