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I dettagli di Napoli: il tesoro abbandonato della Trinità delle Monache

| 5 Maggio 2020

Un tesoro negato a Napoli e al mondo. E’ la chiesa della Santissima Trinità delle Monache, annessa all’omonimo complesso monastico, conosciuto come ex ospedale militare. Sorge nella parte alta dei Quartieri Spagnoli, poco sotto Castel Sant’Elmo. Vi si accede dall’omonimo vicolo laterale di Corso Vittorio Emanuele. “Veramente magnifico doveva essere quel monastero – ha scritto Alfonso Fiordelisi in Napoli Nobilissima dato alle stampe nel 1899 -, situato in un posto così ridente, addossato alla collina tutta cosparsa di fiori, con tanta cura coltivati, dalle suore, nel giardino detto della montagna; circondato da orti pensili, di dove si poteva godere il meraviglioso spettacolo dell’incantevole Golfo di Napoli; con fontane di marmo stupende; con un laghetto artificiale in cui si poteva navigare con ricche gondole; con una peschiera dove, di tanto in tanto, si facevano delle pesche deliziose; con giuochi d’acqua svariatissimi; altalene, agrumeti stupendi, boschetti vaghissimi, e la più bella raccolta di piante rare. Certo, era di quei monasteri che facevano venir la voglia di farsi monache”. Le religiose si sono stabilite in loco già nel 1535 con la realizzazione di un primo nucleo da adibire a convento su volontà di Vittoria de Silva, “nobile del Seggio di Capuana che aveva rifiutato di sposare Emilio Caracciolo, conte di Biscari” come ha ricordato Vincenzo regina nel suo volume Le Chiese di Napoli del 1995. Dopo circa 70 anni è iniziata la costruzione di quello che oggi ci appare come un gigante abbruttito dall’incuria degli uomini e dal trascorrere del tempo. Tra gli archietti che hanno presto la loro opera ci sono stati Francesco Grimaldi e Giovan Giacomo Di Conforto. Nel 163 la svolta con il subentro del genio Cosimo Fanzago. Un tesoro che, nel 1808, a seguito delle soppressioni francesi, è stato utilizzato come ospedale militare fino al 1992. Nonostante gli ambiziosi progetti di recupero per farne un moderno centro di servizi ai residenti, il gigante è ancora lì che aspetta.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 5 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 5 Maggio 2020

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