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I dettagli di Napoli: la collana di San Gennaro

| 6 Novembre 2019

Nel Museo del tesoro di San Gennaro, in via Duomo, tra i tanti gioielli ne troviamo uno che cattura la nostra attenzione immediatamente. Dopo le statue in argento di San Michele e Raffaele, la collezione di calici in oro, è la volta della splendida Collana di San Gennaro o Collare. E’ stata commissionata nel 1679 dalla Deputazione, che rappresenta la città di Napoli, al gioielliere Michele Dato ed è composta da 13 parti snodabili ad essa, nel corso dei secoli, si sono aggiunti altri 16 gioielli. Il primo è il fermaglio di smeraldi del 1732 proveniente dalla Colombia ed è la gemma più grande della collana; due anni dopo, Carlo III di Borbone dona una croce composta da 13 brillanti e 6 rubini che, all’epoca, è stata valutata ben 3254 ducati! Nel 1738, Amalia di Sassonia, moglie di Carlo III l’arricchisce con una croce e bottone di diamanti. Nel 1735 la regina Carolina d’Austria dona la croce di zaffiri e diamanti cui segue la mezzaluna in diamanti della duchessa di Casacalenda e la croce di smeraldi e diamanti di Giuseppe Napoleone del 1806. Nel 1825, Francesco I offre la “ciappa”: un fermaglio di zaffiri e diamanti, Maria Cristina di Savoia nel 1832 aggiunge il savignè, ovvero un ciondolo, con diamanti mentre, nel 1833, la Deputazione commissiona il fermaglio superiore e, nel 1844, due broche. Dello stesso anno sono gli orecchini di diamanti e perle di una popolana scampata alla peste e, la Deputazione, ritennendolo un gesto nobile, ha deciso di applicarli sulla parte superiore del Collare di San Gennaro. Arriviamo al 1862 quando Vittorio Emanuele II di Savoia presenta in dono un cracià con croce sospesa e diamanti; un altro devoto dona degli orecchini di perle e diamanti e, nel 1929, il duca e la duchessa di Sassonia, in visita a Napoli hanno dimostrato la loro devozione con un giglio in brillanti. Infine, nel 1931, Umberto II di Savoia e Maria Josè del Belgio, trasferitisi a Napoli dopo il loro matrimonio, si sono recati in visita nella cappella per omaggiare il Santo e qualche anno dopo la futura regina di maggio si è recata nuovamente dal santo ma…a mani vuote! Maria José ha subito rimediato sfilandosi dal dito il bellissimo anello d’oro con diamante prontamente donato alla Deputazione!

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 6 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 6 Novembre 2019

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