domenica 21 aprile 2019
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I dettagli di Napoli: la congiura contro il re di Spagna a Palazzo Marigliano

| 9 Aprile 2019

In via San Biagio dei Librai c’è Palazzo Marigliano, costruito ad inizio del ‘500 dal conte di Altavilla, passato ai Saponara e da questi ai Marigliano. Oggi ospita la Soprintendenza degli Archivi e biblioteche. E’ stato anche sede della redazione de “Il Giornale” di Benedetto Croce. Ad attirare l’attenzione è una lapide posta poco dopo il portale d’ingresso a memoria della congiura ordita dagli appartenenti alle famiglie Carafa, Gambacorta, De Sangro e Capece contro il viceré spagnolo duca di Medinaceli. La nobiltà napoletana, tra questi Gaetano Gambacorta principe di Macchia, ambiva a liberarsi dal giogo spagnolo di Carlo II con il sostegno dell’imperatore d’Austria. “Primo loro programma: disfarsi del Medinaceli, vi erano personaggi altissimi come il principe di Caserta e il marchese del Vasto, tutti e due Grandi di Spagna e Toson d’oro” racconta Angelo Granito nella Storia della congiura del principe di Macchia edito nel 1861. Le cose, però, andarono diversamente: l’imperatore Leopoldo d’Austria si guardò bene dall’inviare a Napoli suo figlio Carlo alla morte del re di Spagna cui successe Filippo V. “Tentarono il colpo tra la notte del 22 e la giornata del 23 settembre – racconta ancora Granito nel suo libro – il viceré, avvisato, fece attaccare dalla soldatesca spagnola i tumultuanti che furono costretti a fuggire. Carlo di Sangro, rimasto prigioniero, fu processato e mandato al patibolo. Tra i fuggenti fu ucciso Giuseppe Capece. Quelli che poterono scampare, ripararono al campo del principe Eugenio e poi si raccolsero a Vienna”.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 9 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 9 Aprile 2019

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