domenica 17 novembre 2019
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I dettagli di Napoli: la Fontana della Sellaria in piazzetta del Grande Archivio

| 7 Novembre 2019

In piazzetta del Grande Archivio c’è la fontana della Sellaria. E’ stata costruita in piena epoca barocca nel corso di quattro anni: dal 1649 al 1653 ed era ubicata nell’omonima piazza che, successivamente, è stata trasformata in piazza Nicola Amore. La sua storia è legata alla rivoluzione che ha portato alla nascita della breve Repubblica Partenopea. In luogo della fontana sorgeva, infatti, la casa di un capo carceriere demolita a seguito del ritorno dei reali. Per celebrare la scomparsa di quell’abitazione, dove risiedeva un feroce carceriere, il Sedile di popolo con il permesso del vicerè del tempo, Iñigo Veléz De Guévara, tramite il rappresentante del sedile,  Felice Basile, con una raccolta di fondi tra gli abitanti della zona ha raccolto la cifra necessaria alla realizzazione del capolavoro che ancora oggi possiamo ammirare. L’attribuzione è incerta: alcuni ritengono sia stata progettata da Cosimo Fanzago altri dall’ingegnere Antonio Gisolfo. Il marmo è stato lavorato da Onofrio Calvano, marmoraro molto conosciuto dell’epoca con la collaborazione dello scalpellino Domenico Pacifico. La fontana è nota per la sua imponenza: composta da una vasca e due colonne, rispettivamente alla destra e alla sinistra che sorreggono un arco a tutto sesto, è decorata con dei mascheroni mentre, in alto, troviamo scolpiti lo stemma reale, quello del viceré e quello della città oltre al motto “Molo mori quam fodari” ovvero “Preferisco la morte al disonore”. Un’altra scritta, invece, ricorda il trasferimento del monumento nel 1903 nell’attuale destinazione.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 7 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 7 Novembre 2019

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