domenica 15 dicembre 2019
Logo Identità Insorgenti

I dettagli di Napoli: la Meridiana del Museo Archeologico nella sala più grande d’Europa

| 26 Novembre 2019

Il Museo Archeologico Nazionale ci sorprende per la mole impressionante di bello che contiene. Un ambiente, però, merita la nostra attenzione particolare: il Gran Salone della Meridiana. Uno spazio davvero monumentale di oltre mille metri quadrati, lungo 54 metri, largo e alto 20, è tra i più imponenti della città e, unico nel suo genere, d’Europa! Il palazzo, nato come sede dell’università, in questo stupendo salone avrebbe dovuto ospitare la biblioteca ma solo nella seconda metà del ‘700 è stato completato. L’astronomo Giuseppe Casella, professore di astronomia nel collegio di marina, di astronomia e nautica nell’università autore delle Effemeridi pubblicate dal 1788, nel 1791, riuscì a ottenere, dal segretario di Stato di Ferdinando IV, John Acton, un’ala della reale biblioteca per installare un osservatorio. Lo studioso, avuta la sala, ha fatto costruire sul pavimento una meridiana lunga circa 27 metri, realizzata da una striscia in marmo al centro della quale ne è incastonata una d’ottone e, ai cui lati, sono disposti dei medaglioni ellittici con i dodici segni zodiacali. La particolarità, comune a tutte le specole, da quella di Brera a quella del Vaticano, è che a mezzogiorno, penetrando da una apertura situata in un angolo del soffitto, entra un raggio di sole che illumina la meridiana e il corrispondente segno zodiacale, in un punto preciso in base alla stagione: un vero prodigio della scienza. Del resto, Casella, che aveva una vera e propria passione per la matematica e le scienze astronomiche nonostante i genitori preferissero un avvocato, aveva affinato le sue conoscenze grazie agli studi effettuati a Venezia e Padova e, nella città di Sant’Antonio,  ha destato tanta impressione che l’università patavina gli ha offerto l’incarico di professore di matematica. Avrebbe voluto recarsi anche a Londra ma gli impegni di lavoro e gli studi gli hanno impedito di realizzare questo desiderio. Tornato a Napoli e visto il successo delle sue Effemeridi, utili alla marina napoletana, il suo successo è tanto cresciuto che “fu egli insomma che provvedeva alle bisogne della vita sociale per quanto ha correlazione col corso degli astri e colle varianti meteore” come ricorda lo Stellati. Nonostante il suo impegno, nel 1806 con l’arrivo dei francesi, Casella  ha risentito del mutato clima politico tanto che la sua cattedra è stata affidata a Ferdinando Messia de Prado, esiliato per i fatti del 1799, il quale non aveva particolari meriti scientifici. Giuseppe Casella, tuttavia, ha proseguito la sua attività di astronomo e osservatore, in particolare di una cometa apparsa sul finire del 1807. E’ morto poco dopo, nel 1808, a causa di una malattia ai polmoni contratta per l’esposizione al freddo della notte.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 26 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 26 Novembre 2019

Articoli correlati

News | 16 Marzo 2017

Nino Daniele: “I Musei di Napoli collaboreranno con l’Hermitage di San Pietroburgo”

Grand Tour | 25 Maggio 2016

GRAND TOUR

La villa Reale e la fontana del Toro Farnese (sostituita dalla fontana d’ ‘e paparelle)

News | 3 Maggio 2016

Approvato il Piano per la Cultura: interventi per 185 milioni di euro in Campania

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi