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I dettagli di Napoli: la Vergine Assunta al Monte di Pietà

| 4 Marzo 2020

Il Monte della Pietà, fondato nel 1539 da Nardo di Palma ed Aurelio Paparo per concedere prestiti gratuiti su pegno a persone bisognose, dalla seconda metà del ‘500, ha iniziato a ricevere anche depositi, diventando banco nel 1584, con una prammatica del Re di Spagna. Nel 1597 il banco ha comprato, per la cospicua somma 16.300 ducati, da Delizia Gesualdo, vedova di Girolamo Carafa, il palazzo ubicato in via San Biagio dei Librai, che fu demolito e ricostruito su disegno dell’architetto Giovan Battista Cavagni. Con il nuovo edificio è estata realizzata anche una cappella, vero gioiello d’arte, cui hanno lavorato i maggiori artisti del tempo: Michelangelo Naccherino, il Bernini, Belisario Corenzio, Fabrizio Santafede e Cosimo Fanzago. Proprio in questo posto troviamo una bellissima tela, del pittore Ippolito Borghese, che rappresenta l’Assunzione della Vergine. “La più bell’opera del Borghese però è il gran quadro, che si vede esposto nella ricca, e sontuosa Cappella del Sacro Monte della Pietà – ha scritto Bernardo de Dominici nel suo Vite dé pittori, scultori ed architetti napoletani, pubblicato a Napoli nel 1743 –; nel quale si vede la Ss. Vergine Assunta al Cielo, portata da una schiera d’Angioli, che con varj strumenti musicali suonano, e cantano Celesti melodie, Nel basso sono gli Apostolisituati intorno al Sepolcro in varie attitudini, tutte bellissime, e decorose; essendo condotta quest’opera con ottimo disegno, vaghezza, e freschezza di colore inarrivabile, operato con sommo studio, e sapere; e dalla qual pittura compiacendosi egli, vi pose il suo nome”. Sempre De Dominici ci ha informato che di questo pittore “ha scritto parole il Cavalier massimo Stanzione in persona, sono molto pregevoli,; perciocchè poche parole di un accreditato maestro, accrescono molto vanto a chi da quello è lodato: dicendo quelle: Ippolito Borghese, che fu nobile, e studioso come lui, e meglio di Girolamo, e di molti altri discepoli, che lui ebbe, e ciò sia detto in prova della virtù di questo raro Pittore”. Insomma, un riconoscimento da parte di uno dei maggiori artisti dell’epoca. Del resto che Borghese appartenesse a quella cerchia di pittori che dettavano il modello da seguire anche nelle province vicereali è un dato di fatto come ricorda Mauro Conte in Considerazioni intorno ad alcuni aspetti della pittura tardomanieristica nelle province regnicole riformate. Ippolito borghese è nato in Umbria, discepolo di Francesco Curia, ha superato in bravura, come tradizione vuole, il maestro. Il suo nome si è diffuso nell’allora capitale tanto da essere ricercato per commissioni nelle chiese di Santa Maria in Porto Salvo, in quella di San Martino dai monaci certosini. “Egli è ricercato nel disegno, gentilissimo nelle parti, nobilissimo nelle idee, ed intelligente in tutto – ha aggiunto de Domici nella sua biografia –. Le sue tinte son così vaghe, amene, e fresche di colore, che a’ nostri giorni conservano bella freschezza”. Nonostante i suoi lavori siano presenti in alcuni dei luoghi più importanti della città, le notizie della sua vita sono davvero poche o frammentarie. C’è una sua Deposizione a Capodimonte, l’Immacolata a Santa Maria la Nova, la Madonna col Bambino e i santi Filippo e Giacomo nell’omonima chiesa della corporazione dell’arte della seta, una Sacra Famiglia a Camaldoli e la Vergine Assunta al Monte di Pietà.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 4 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 4 Marzo 2020

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