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I dettagli di Napoli: la vista del golfo dalle rampe di Sant’Antonio

| 22 Maggio 2020

Figlio di Gaetano e fratello del famosissimo Giacinto, Ercole Gigante è stato pittore vedutista della Napoli che fu. Le sue opere, calde, luminose e gioiose fanno bella mostra nelle collezioni private e nel Museo di San Martino, al Vomero, da dove si domina tutta la città e la vista del golfo rapisce l’anima. Ercole è stato allievo del fratello Giacinti e di Achille Vianelli che, a sua volta, era stato allievo di un altro grandissimo: Anton Sminck van Pitloo che ha dato vita a quel gruppo di pittori chiamato Scuola di Posillipo la quale annovera oltre Vianelli anche Giacinto Gigante e Gabriele Smargiassi. Ercole è stato fortemente influenzato dalla cifra stilistica del fratello e dalle linee seguite dalla Scuola. Per cercare di perfezionarsi proprio nelle vedute, ha compiuto diversi viaggi nel Meridione alla ricerca di quegli scorci e tagli di luce che gli sono stati più congeniali ritrarre e che oggi possiamo ammirare nelle collezioni Astarita e Ferrara Dentice. Pur essendo scomparso giovane, a soli 45 anni nel 1860, la produzione di Ercole Gigante ha lasciato una traccia indelebile nella pittura italiana. La sua Veduta di Napoli dalle Rampe di Sant’Antonio, opera della sua maturità, ci racconta di un artista che non temeva paragoni con il fratello più famoso né con i suoi maestri. Prova ne siano quell’ocra e seppia che dominano il suo lavoro conferendo una incredibile luminosità che offre il giusto risalto al cielo che contorna il Vesuvio e alle acque del golfo che bagnano, lasciandosi abbracciare, la città della Sirena. Le rampe, conosciutissime in tutto il mondo per la vista panoramica sulla città, sono ritratte al centro con un popolano che porta, sulle spalle, una fascina, sulla sinistra una coppia di donne, con l’abito tradizionale popolare, si scambia un saluto sotto lo sguardo di un uomo. Il tutto è incorniciato da una ricca vegetazione verde che contrasta con la colorazione tendente al giallo e che lascerebbe immaginare polvere, tufo e fatica. L’effetto, invece, è l’esatto contrario: il dipinto è di una freschezza unica, la luce invade e pervade Santa Lucia e Castel dell’Ovo, alcune barche, in lontananza solcano le acque per una battuta di pesca. Insomma, un vero e proprio trionfo della vita!

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 22 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 22 Maggio 2020

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