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I dettagli di Napoli: le tombe greche di Vico Traetta alla Sanità

| 18 Maggio 2020

In Vico Traetta, alla sanità, ci sono degli ipogei funerari greci risalenti addirittura al 300 avanti Cristo. “L’area dei Vergini fu destinata a necropoli – hanno affermato i responsabili dell’associazione Celanapoli, – dapprima con l’escavazione di tombe a camera (Via dei Cristallini, Vico Traetta, Via Santa Maria Antesaecula), successivamente con la realizzazione di complessi cimiteriali catacombali (San Gennaro, San Gaudioso, San Severo) infine con la destinazione di un’immensa cava ad ossario (Le Fontanelle). Gli ipogei funerari ellenistici costituiscono un superbo utilizzo del sottosuolo, testimoniando con la propria monumentalità la straordinaria impronta greca e rappresentando la cultura nella quale si riconosceva la classe dominante”. Il primo a parlare di questi capolavori è stato Carlo Celano che, nel 1685, circa quattro secoli e mezzo fa, ha descritto un ritrovamento effettuato sotto l’abitazione di Francesco De Mari. “Quello che attirò la sua attenzione e quella di altri eruditi d’epoca – ha scritto Giovanni Liccardo in Napoli Sotterranea edito da Newton Compton nel 2019 – fu la scoperta di una iscrizione marmorea, che in un distico latino riporta il nome di Gaio Stallio Haurano e lo dice Epicureius gaudivigens chorus, cioè ascritto al coro degli epicurei”. Questi ipogei sono stati scavati nel morbido tufo di cui è composto il sottosuolo di Napoli e costituiscono una vera e propria rete di sepolcri camerali, cisterne e spazi ottenuti continuando a prelevare materiale tra il 1500  e il 1700 anni di incredibile sviluppo urbanistico cittadino. Scavi ripresi nel corso del secolo scorso quando, gli spazi, sono stati usati dalla popolazione come rifugio antiaereo. I sarcofagi dei sepolcri di Vico Traetta sono stati scavati direttamente nel tufo. Tutti gli ambienti erano ricoperti di stucchi e dipinti di colori vivaci. “I frammenti decorativi – ha proseguito Liccardo – consistono in tre corone blu e rosse, intervallati da candelabri che reggono una lucerna. Altre due stanze presentano dei finestrini schermati da ardesia, cosa che ha fatto ipotizzare che, nonostante la profondità di nove metri dal piano stradale, anticamente questi ambienti avevano, forse, delle prese d’aria esterne”. Le tombe di Vico Traetta sono tre e hanno tutte pianta rettangolare mentre i soffitti hanno una volta a botte con sesti ribassati, sono dotati anche di un ingresso, un portico e una scala. Insomma, si tratta di una bella forma di architettura nonostante risalgano a 2400 anni fa!

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 18 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 18 Maggio 2020

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