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I dettagli di Napoli: le tre sirene e la nascita di Partenope

| 19 Marzo 2020

La tradizione vuole che le sirene fossero tre, tutte dotate di ali e tutte considerate della medesima triade: oltre Partenope, c’erano Ligea, dalla voce chiara, e Leucosia, la bianca” ha scritto Maurizio Ponticello in Napoli velata e sconosciuta edito da Newton Compton nel 2018. E, in effetti, le sirene sono citate come triade già in uno dei testi antichi tra i meno conosciuti. Si tratta del poema di Licofrone di Calcide che risale addirittura al quarto secolo avanti Cristo in cui vengono narrate le profezie della figlia del re di Troia, Priamo, Alessandra. Nello stesso testo è narrata la morte delle tre figlie di Teti, la più bella delle nereidi, una delle ninfe dei mari, ovvero potenze divine delle acque e dunque immortali, discendente addirittura da Oceano. Le tre giovani si sono uccise lanciandosi da un burrone e, i loro corpi, sono stati trasportati dalle acque del mare Tirreno. Leucosia vicina al promontorio Enipeo, Ligea a Terina, nell’odierna Calabria e, infine, Partenope “rigettata sul lido dalle onde, accoglieranno le mura di Falero e la terra bagnata dalle acque del Clanio; e là le genti del paese costrurranno la tomba della fanciulla, a lei, Partenope, l’alata diva,con libazioni e sacrifizi di bovi renderanno annui onori” ha narrato in Licofrone-Alessandra di Emanuele Ciaicieri pubblicato nel 1901 per i tipi dello storico editore di Catania Nicolò Giannotta. Una conferma che arriva anche da Plinio, autore della Naturalis Historia, il quale ha raccontato che solamente una delle tre sirene è arrivata nel territorio vesuviano dando origine alla città di Partenope. “La città ebbe origine dalla mitica creatura che le diede la vita e il proprio nome – ha aggiunto Ponticello nella sua opera –, ed è anche il luogo in cui, con cadenza annuale, si venerava la sua tomba con libagioni solenni e sacrifici di tori”. Sulla tauromachia si dovrebbe aprire un altro lungo discorso relativo al culto, nella città della sirena, riservato al dio persiano Mitra; un culto misterioso praticato soprattutto dai soldati e che ha Napoli ha preziose testimonianze come la Cripta Neapolitana scavata sotto Posillipo, il mitreo di via Santa Maria a Cappella Vecchia e quello venuto alla luce a seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale del secolo scorso che hanno distrutto la chiesa del Carminiello a Mannesi all’inizio di Forcella. La particolarità delle sirene, oltre il canto suadente e la voce ipnotica, è la loro raffigurazione. Oggi le conosciamo con le forme femminili dal busto verso l’alto mentre, nella parte inferiore, hanno la pinna che le rendono simili ai pesci. Ebbene, nei tempi antichi hanno avuto una raffigurazione aviforme: con il corpo d’uccello e le ali così come le troviamo illustrate nel decimo volume di Mythologiae di Natale Conti edito a Padova nel 1616.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 19 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 19 Marzo 2020

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