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I dettagli di Napoli: Ludovico Montalto e la cappella nell’Ospedale degli Incurabili

| 11 Dicembre 2019

All’interno del Complesso degli Incurabili, scrigno di tesori che la trascuratezza dell’uomo rischia di mandar persi, c’è una perla, ai più sconosciuta ma degnissima di visita. E’ la Cappella Montalto fatta realizzare nella prima metà del ‘500 da Ludovico Montalto, duca di Fragnito. La famiglia, originaria della Francia, è arrivata nel Regno addirittura ai tempi dei Normanni. Ricca e potente, deteneva i feudi di Monterone, Pietra Montecorvino e Mottamontecorvino. Vanta cavalieri di Malta, luogotenenti viceraeli e ha fatto parte del Sedile di Nilo e, successivamente, è stata iscritta nel Libro d’Oro napoletano. Ma non è tutto perché la famiglia ha potuto vantare i titoli di principe di Lequile, duca di Tocco,e marchese di Pontelatrone grazie alla successione ottenuta per essersi imparentata con i Carafa. Addirittura, alla fine del ‘500, la casata ha effettuato una donazione così sostanziosa da permettere il restauro completo della chiesa del Gesù delle Monache situata alle spalle di Porta San Gennaro. Ludovico è stato reggente della Cancelleria degli Incurabili nonché membro della confraternita di Santa Maria del Popolo composta esclusivamente dagli aristocratici napoletani i quali lucravano le indulgenze papali in cambio di servizi e sostanziosi lasciti di danaro alle istituzioni religiose! I lavori, nonostante le disposizioni e le somme accantonate sono stati iniziati solo nel 1592 e sono stati diretti da Costantino Avallone e Vincenzo Della Monaca, architetti. Il tempio è sorto nel cortile dell’ospedale, ha forma rettangolare e, fortunatamente, ancor oggi, conserva le opere originarie. Il soffitto è decorato con un ciclo di affreschi delle Storie della Vergine di Luigi Rodriguez, siciliano ma fortemente influenzato dal Corenzio; la decorazione in marmi, invece, è stata ideata da Giovan Antonio Dosio, eseguita dal carrarese Andrea Sarti autore anche del monumento funebre di Ludovico Montalto. Il vero capolavoro, però è la suggestiva Madonna in marmo bianco scolpita da Girolamo D’Auria che è stata posta sull’altare assieme agli angeli, provenienti dalla chiesa di Santa maria del Popolo, realizzati nei primi anni del ‘600 da Tommaso Montani, Giovan Domenico Monterossi, Vitale Finelli. Alla metà del secolo XVIII, la cappella è stata oggetto di un vasto programma di ristrutturazione e “riammodernamento”, arrivarono, dunque, gli stucchi dipinti dell’altare mentre Giovan Battista Rossi ha realizzato le tele de L’Adorazione dei Magi, L’Adorazione dei Pastori, La Presentazione al tempio, La Fuga in Egitto e San Cosma e San Damiano.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 11 Dicembre 2019 e modificato l'ultima volta il 11 Dicembre 2019

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