fbpx
mercoledì 3 giugno 2020
Logo Identità Insorgenti

I dettagli di Napoli: Palazzo Donn’Anna e il suicidio di Gaetano Esposito

| 20 Maggio 2020

Gaetano Esposito è stato tra i grandi della pittura napoletana nonostante la sua breve vita si sia conclusa, tragicamente, a soli 53 anni. Il motivo per il quale si è dato la morte è conosciuto: una storia d’amore impossibile con una sua modella, Venturina Castrignani da lui ritratta in Ritratto muliebre che Esposito ha eseguito negli anni ’10 del secolo sorso e successivamente acquistato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna nel 1934 come Ritratto della Fidanzata. Innamorati l’uno dell’altra, la famiglia di lei è stata sempre contraria ad un eventuale matrimonio a causa delle scarse condizioni economiche del pittore; la donna, però, innamorata di Esposito e vista l’impossibilità di quell’amore, si è suicidata gettandosi da un balcone che affacciava sulla piazzetta chiamata “del Leone a Mergellina”. L’artista, poco meno di un anno dopo, era andato a stabilirsi a casa della sorella a Sala Consilina, in provincia di Salerno. Purtroppo, una mattina una delle nipoti “lo trovò impiccato sotto il vano di una finestra. Sperando di salvarlo, salita sopra una sedia, tagliò con le forbici il capestro fatto con sfilacci di canapa – scrive Franco Manfredi nella biografia dedicata a Esposito e pubblicata nella rivista L’Artistico nel 1963 -. Il cadavere gli cadde addosso, e lei, a vederselo con quegli occhi fuori dell’orbita, la lingua tumefatta, ebbe tale spavento da rimanerci quasi senza respiro; alle grida accorsero i famigliari ed i vicini. Purtroppo non c’era nulla da fare, Esposito non c’era più”. Della sua vita trascorsa in un sotterraneo di palazzo Donn’Anna, tra Mergellina e Posillipo, in un luogo che per l’artista era diventato una ossessione tenuto conto che l’ha ritratto numerose volte, in varie ore del giorno, con le più diverse condizioni climatiche e dalle angolazioni differenti, rimangono le tele, tra cui la più famosa: Palazzo Donn’Anna a Posillipo che risale al 1893. Una tele che risente degli studi che Esposito aveva fatto sui grandi pittori seicenteschi e barocchi dell’allora capitale: Jusepe De Ribera e Massimo Stanzione. Il quadro, tanta è l’impressione che ha destato per bellezza, potenza e incanto che, all’Esposizione di belle arti svoltasi a Roma proprio nel 1893, è stato premiato e acquistato per la Galleria nazionale d’arte moderna della nuova capitale italiana. Esposito, giova ricordarlo, è stato allievo di grandi quali Gaetano D’Agostino, Filippo Palizzi, Domenico Morelli e Stanislao Lista mentre tra i suoi compagni di studio ci sono stati Giuseppe Avallone, Vincenzo Migliaro e Vincenzo Caprile.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 20 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 20 Maggio 2020

Articoli correlati

Cultura | 11 Dicembre 2018

ALL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI

Palizzi a tutto tondo nel bicentenario della nascita e l’associazione con l’Armenia di Caccavale

News | 30 Giugno 2016

La città si prepara ad accogliere la festa di Dolce&Gabbana: previsti 400 yacht nel golfo partenopeo

Grand Tour | 26 Novembre 2015

Grand Tour – Palazzo Donn’Anna

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi