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I dettagli di Napoli: San Gennaro…spogliamorti!

| 7 Maggio 2020

In Vico Limoncello, tra l’Anticaglia e il complesso degli Incurabili, sorgeva, da tempi antichissimi, la chiesa di San Gennaro Spogliamorti di cui oggi non rimane più nulla. Il tempio è stato edificato nella parte alta della città greco-romana nel corso dell’ottavo secolo ovvero ben 1300 anni fa! A quei tempi la città era amministrata da un duca, Sergio I, che è stato al vertice del potere per circa un ventennio, terminando la lotta contro i barbari e con un figlio Cesario, comandante della flotta napoletana durante la battaglia di Ostia che ha visto contrapposti gli stati italiani ai saraceni. Un episodio politico, religioso e militare importantissimo. Per la prima volta Napoli, Amalfi, Gaeta e Sorrento sono state riunite in quella che è conosciuta come la Lega Campana che ha anticipato di ben tre secoli la più conosciuta Lega Lombarda. Inoltre, si è trattato della più grande vittoria, in una battaglia navale, di stati cristiani contro musulmani, prima di quella di Lepanto. La storia narra che il comandante Cesario, dopo la benedizione di papa Leone IV, a capo della flotta, ha attaccato i nemici, lo scontro violentissimo si è protratto per l’intera giornata fin quando una tempesta non ha causato scompiglio tra i saraceni mentre i campani, più esperti nel governo delle navi, hanno avuto la meglio trionfando. Ebbene il duca Sergio ha voluto la costruzione della chiesa nel cuore di quello che era la Giudecca napoletana, ovvero il quartiere ebreo della città. “La piccola cappelletta – ha scritto Maurizio Ponticello nel suo Un giorno a Napoli con San Gennaro – era all’interno della città, a ridosso delle mura, vicino a vico dei Giudei (ora vico Limoncello). L’insolita denominazione sembra provenire dall’usanza di portare le salme all’interno della cappelletta prima di procedere verso i sepolcri fuori le mura: in quella tappa obbligata, i cadaveri erano denudati dei loro abiti, e poi i vestiti dei morti. Erano venduti agli ebrei affinché potessero a loro volta rivenderli come usati”. La chiesa, infatti, è stata affidata a una congrega particolare: quella degli spogliamorti. Il loro compito, lo dice la parola stessa, era quello di togliere, ai defunti, i loro abiti, calzature e altro per poi rivenderli. Un compito non proprio gradevole tenuto conto che la congrega operava nel vicino ospedale di Santa Maria degli incurabili dove spogliava, è il caso di dirlo, i morti di peste e di colera dei calzoni e delle poche e povere cose che indossavano per poi rimetterli in circolazione rivendendoli! Attualmente l’edificio è sconsacrato ed è ad uso profano: un vero peccato tenuto conto delle storie di migliaia di persone che tra quelle mura hanno iniziato il loro ultimo viaggio!

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 7 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 7 Maggio 2020

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