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I dettagli di Napoli: San Sebastiano, invocato contro le pestilenze, dipinto dallo Spagnoletto

| 17 Marzo 2020

San Sebastiano, invocato contro le pestilenze, patrono delle Confraternite di Misericordia, dei sofferenti e dei martirizzati è santo potentissimo nella tradizione popolare, addirittura più importante di San Rocco e secondo solo alla Madonna di Loreto. Numerosi i quadri a lui dedicati, soprattutto quelli che lo raffigurano legato ad una colonna nel momento in cui viene martirizzato con le frecce che lo trafiggono. La tela attribuita a Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto, si trova nella chiesa dei Santi Severino e Sossio, in via Capasso, nel cuore del centro antico, annessa al grande spazio conventuale che oggi ospita l’Archivio di Stato. La tela di de Ribera, uno degli artisti più famosi d’Europa nel ‘600, risente della lezione di Caravaggio che lui ha seguito come filone artistico. San Sebastiano è ritratto morente, con i polsi legate mentre una donna gli sfila, delicatamente, una freccia che l’ha trafitto, da sotto la spalla. Si tratta di un’altra santa martire: Irene. La sua agiografia narra che due anni dopo la morte del marito, un funzionario imperiale, Irene si è recata a recuperare il corpo di Sebastiano per seppellirlo. Enorme è stata la sorpresa della donna, accompagnata dalla serva Lucina quando lo ha trovato ancora vivo anche lei cristiana. Curato dalle donne, il futuro santo ha proclamato la sua fede cristiana davanti l’imperatore che lo ha fatto martirizzare. Lo Spagnoletto cattura l’attimo in cui Irene si prende cura del corpo di Sebastiano, con un raggio di luce che, riflesso dal corpo del santo, illumina il volto della donna mentre, alle sue spalle, con atteggiamento guardingo c’è la fedele Lucina. Una tunica blu e bianca, una chiara allusione ai colori della purezza e del martirio, copre il bacino dell’uomo: insomma de Ribera è riuscito a trasformare un momento drammatico, come quello relativo al martirio di un cristiano, in una sena quasi romantica.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 17 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 17 Marzo 2020

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