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I dettagli di Napoli: Santa Teresa degli Scalzi

| 25 Maggio 2020

Pietro della Madre di Dio, un predicatore proveniente dalla Spagna e appartenente all’ordine dei Carmelitani Scalzi nonché fedele e devoto di Santa Teresa d’Avila, giunto nella capitale vicereale ha iniziato a raccogliere offerte per la costruzione di una chiesa dedicata alla santa.  Una ricca donazione è stata effettuata anche da “Sua Eccellenza il Circospetto Reggente del Collateral Consiglio Martos Gorostiola”, importante magistrato di corte come ricordato nella Nuova collezione delle prammatiche del Regno di Napoli. Raggiunta la cifra necessaria, nel 1604 sono iniziati i lavori per l’edificazione del tempio, che sorge nell’omonima strada, voluta dai francesi, di Santa Teresa degli Scalzi la quale congiunge il Museo Nazionale a Capodimonte. Per far spazio alla chiesa è stato necessario acquistare anche il palazzo del Duca di Nocera mentre la progettazione è stata affidata a Giovanni giacomo Conforto. Terminate le prime opere edilizie, dopo appena tre decenni, i carmelitani si sono rivolti a Cosimo Fanzago per far effettuare la modifica della facciata, e per la realizzazione della cappella dedicata a Santa Teresa d’Avila. Rislgono al 1652, infatti, le due statue che accolgono i fedeli al termine della doppia rampata di scale: sono quelle di Santa Teresa e di San Giovanni della Croce. Nel 1835 la chiesa è stata oggetto di un importante restauro curato da Antonio Annito che l’ha dotata della doppia scalinata resa necessaria a causa dell’abbassamento del piano stradale, la rampa di scale è arricchita da bassorilievi di Pasquale Ricca. Famoso è l’altare maggiore, splendido, realizzato coevo alla chiesa e oggi in mostra nella Cappella Palatina del Palazzo Reale. Tra le meraviglie custodite all’interno ci sono le tele di Paolo De Matteis, Niccolò de Simone,  statue di Domenico Antonio Vaccaro, Matteo Bottiglieri, Angelo Viva e le decorazioni di Costantino Marasi oltre le decorazioni delle Storie dell’Ordine Carmelitano di Battistello Caracciolo, affreschi di Belisario Corenzio due grandi tele di Giacomo del Pò risalenti al settecento e la scultura dell’imperatore Carlo VI di Giacomo Colombo. La Cappella di Santa Teresa D’Avila, invece, è uno splendido esempio di barocco napoletano. Disegnata da Cosimo Fanzago è ricca di marmi policromi, sculture in stucco e due quadri di Ippolito Borghese.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 25 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 25 Maggio 2020

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