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I dettagli di Napoli: Sant’Alfonso “Cuollo stuorto”

| 10 Aprile 2019

In via San Sebastiano, all’angolo con la centralissima piazza Bellini, c’è la bella chiesa di Santa Maria della Mercede e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori dove si possono ammirare e venerare le reliquie del santo. Oltre i suoi abiti, la mitra vescovile e la spada da cavaliere c’è anche il suo sangue: tutto custodito dalla Reale Arciconfraternita di Santa Maria della Mercede. La chiesa è nata nel ‘500 per volontà di persone che si occupavano della “redenzione dei captivi” ovvero dei cristiani fatti prigionieri dai musulmani. Figlio di un nobile cavaliere, Sant’Alfonso ha studiato con Giambattista Vico, è stato allievo del pittore Francesco Solimena ma a 30 anni ha deciso di prendere i voti e, nonostante gli ostacoli del clero, ha avuto la benevolenza del cardinale Francesco Maria Pignatelli. Ha fondato la Congrezione del Santissimo Redentore, autore di opere sulla teologia, invocato dalle mamme per conoscere l’avvenire dei propri neonati anche se oggi ricordiamo tutti “Cuollo stuorto”, come ricorda essere affettuosamente chiamato il santo da Matilde Serao ne Il paese di Cuccagna, per essere stato il compositore del canto natalizio di Tu scendi dalle stelle o, in napoletano, Quanno nascette Ninno.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 10 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 10 Aprile 2019

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