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I dettagli di Napoli: uno dei quadri più belli del mondo per la regina Carolina Bonaparte

| 14 Maggio 2020

E’ tra i mille quadri più belli di tutti i tempi. Si tratta della Burrasca al chiaro di luna nel golfo di Napoli, dipinto nel 1823 dall’austriaco Joseph Rebell. Nonostante gli studi di architettura, la pittura è stata la vera passione di questo artista imperiale, un a passione messa a frutto grazie anche a Michael Wutky, suo maestro e mentore che è riuscito a farlo ammettere alla corte del viceré nei territori italiani dell’Impero, Eugenio di Beauharnais e che per lui ha realizzato una serie di dipinti che hanno avuto come tema le battaglie. Nel 1812, proprio grazie ai buoni uffici del viceré austriaco è arrivato a Napoli dove è diventato, subito, uno dei pittori di corte entrato nelle grazie della regina Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone e moglie di Gioacchino Murat. E’ stata proprio la regina ad incaricarlo di realizzare una serie di vedute che avessero come tema i paesaggi di Napoli e del suo golfo. La Bonaparte non avrebbe potuto fare scelta migliore! Tra le opere di Rebell c’è una tela che è entrata di diritto tra i mille quadri più belli di sempre al mondo. E’ una veduta del mare del golfo che bagna la capitale del regno vista da un punto di vista insolito: degli scogli. Risulge sulle acque tempestose la luce della lina piena che squarcia il velo di nubi mentre, sullo sfondo, come una quinta scenica di teatro, c’è il Vesuvio fiammeggiante. Una scelta di incredibile potenza pittorica nonostante la presenza predominante di azzurri, grigi e marroni nelle più diverse tonalità. Eppure non siamo davanti un quadro cupo, tutt’altro. Il pennello di Rebell ha colto le forze della natura, acqua, fuoco, vento e terra mentre, tutte assieme, danno prova della loro potenza lasciando solo immaginare, all’ignoto ammiratore del quadro, la presenza di Partenope affacciata sul golfo. Proprio questa sua teatralità, la gioiosa potenza delle forze naturali, le vedute della capitale, hanno reso l’artista austriaco famoso anche tra la committenza nobile e l’alto clero. Una pittura che ha suggestionato, non poco, i componenti della famosa Scuola di Posillipo. Dopo la caduta del re francese e la sua successiva fucilazione, Joseph Rebell, ha trovato casa nella Roma papalina che l’ha ospitato per poco meno di un decennio. La sua fortuna però è stata la partecipazione ad una mostra svoltasi a Palazzo Caffarelli a Roma dove era presente l’imperatore Francesco II di Asburgo-Lorena che, apprezzando i suoi quadri, la ha nominato, nel 1824 direttore della Gemaldegalerie di Vienna.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 14 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 14 Maggio 2020

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