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I dettagli di Napoli: Via Toledo sotto la pioggia dipinta da Carlo Brancaccio

| 3 Marzo 2020

Carlo Brancaccio è stato uno dei maggiori impressionisti dell’800 napoletano. Suo il famosissimo quadro Impressioni di Napoli, oggi a Palazzo Zevallos in Via Toledo. Nonostante la famiglia lo avesse avviato a studi di altro genere è stata forte, in lui, la passione per l’arte. Vero e proprio pupillo di Edoardo Dalbono, a sua volta allievo di Nicola Palizzi e Domenico Morelli, è nato esattamente sei mesi dopo l’abbandono di Francesco II, ultimo re, del trono delle Due Sicilie: il 6 marzo 1861. Ha esposto a Milano dove un suo quadro “strada di Amalfi” è stato acquistato dal Umberto mentre un’altra  tela, “Ore tristi” è finito nella collezione dell’imperatore di Russia. Ha esposto anche a Berlino nel 1890, a Roma nel 1893 dove ha conquistato una medaglia d’oro, a Venezia nel 1895, a Parigi nel 1901 ed ancora a a Londra, Monaco e in Argentina. Insomma, la sua fama è conosciuta in tutto il mondo. I suoi lavori, veri e proprio capolavori che figurano nelle più importanti raccolte e musei, hanno tutti il tratto dell’impressionismo puro, capaci di regalare fortissime emozioni pur descrivendo minuziosamente i paesaggi con le case e le persone che popolano strade e viste. “L’impronta della scuola napoletana è ben visibile nelle sue prime espressioni, anche se, in seguito, i frequenti soggiorni parigini lo indirizzano verso una pennellata di ispirazione impressionista – Ha scritto Agostino Mario Comanducci nel suo Dizionario illustrato dei pittori e incisori italiani moderni pubblicato a Milano nel 1962 –  . I colori brillanti e il fare libero e sciolto della pittura en plein air lo caratterizzano per tutta la sua carriera. I suoi soggetti prediletti sono marine, paesaggi e scorci di vita urbana parigina, trattati con vivacità e freschezza. Richiestissime dai collezionisti, elabora piccole composizioni decorative con marine e paesaggi napoletani, conseguendo un notevole successo di mercato”. Il quadro Impressioni di Napoli, dipinto nel 1888, ha partecipato anche alla mostra d’arte internazionale di Torino e Berlino dove ha ottenuto il premio della menzione d’onore: un altro successo e un’altra conferma per un autore che, ancora oggi, è ricercatissimo sul mercato. La Tela Impressioni di Napoli è splendida. Pur predominando i toni scuri dell’ocra e del grigio, le pennellate sono fresche, luminose e danno un senso di aria aperta, di respiro e di vitalità. La scena immortalata si svolge lungo Via Toledo, poco dopo piazza Carità e, sulla sinistra, si intravede anche la facciata della chiesa di San Nicola. Il piperno di cui strada e marciapiedi sono lastricati, è lucido a causa della pioggerellina che scende dal cielo, in primo piano, due donne, con le lunghe gonne secondo la moda dell’epoca, una di tessuto blu scuro e l’altra amaranto, l’ombrellino è poggiato vezzosamente su una spalla lasciando scoperto il capo sul quale c’è un cappellino secondo le usanze appena arrivate da Parigi; l’amica, invece, stringe nella mano il proprio ombrello come se quell’acqua non le desse fastidio né potesse procurare noie all’abbigliamento. Alle loro spalle una popolana e un uomo con un ombrello verde e un pacco in mano, i fiori in primo piano, che sporgono dal chiosco danno un senso di profondità, colore e calore nonostante le nubi  che sono in alto, al centro della composizione, tra le due ali di palazzi che si uniscono sullo sfondo dove la strada curva prima di arrivare a piazza Dante. Ed ancora, la carrozza trainata da due cavalli neri con il cocchiere che indossa un impermeabile color crema , le persone impegnate nel guardare le belle vetrine di Toledo mentre spunta la sagoma di una persona affacciata da un balcone posto sulla destra. Insomma, un vero e proprio turbinio di impressioni in uno dei quadri più belli di Carlo Brancaccio.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 3 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 3 Marzo 2020

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