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Il coordinamento Dema contro il bus dell’odio che sabato arriva anche a Napoli

Attualità | 27 Settembre 2017

“No al bus dell’odio. A Napoli non passa”. E’ la posizione del coordinamento Dema, in merito all’annunciato arrivo anche a Napoli, previsto per il 29 settembre, di sedicenti Autobus per la libertà organizzati da associazioni integraliste, molte delle quali legate al Family day, rappresenta un’offesa per la città partenopea, da sempre aperta, accogliente e inclusiva, che negli ultimi anni ha rafforzato questa sua propensione con l’amministrazione de Magistris.

“I contenuti di questa, che senza reticenze si può definire una campagna d’odio, arrecano un’offesa e una minaccia ai valori di uguaglianza e libertà garantiti dalla Costituzione repubblicana oltre che un inaccettabile incitamento all’esclusione di chiunque sia considerato, in base a discutibili criteri, “diverso”. Si tratta di un messaggio antieducativo, sessista, fortemente lesivo dei diritti civili di ognuno e ognuna e soprattutto contrario all’idea di una scuola pubblica, laica, aperta e rispettosa di tutte le identità, anche di genere – spiega il coordinamento in una nota – Dietro parole come famiglia, libertà e lotta a una presunta ideologia gender, attuata attraverso una propaganda martellante e profusione di mezzi, si nasconde una ideologia reazionaria e omofoba che in modo retrivo mette in discussione le libertà civili raggiunte nel nostro paese. Siamo certi che Napoli, città libera e solidale, il suo Sindaco, la sua amministrazione e suoi cittadini, le sue forze civili e sociali respingeranno con forza la propaganda dell’odio e dell’esclusione. Il movimento demA esprime la sua assoluta contrarietà e la sua preoccupazione per questa propaganda disinformativa e invita i/le cittadini/e a manifestare il proprio dissenso contro questo preoccupante attacco ai diritti civili esprimendo al contempo solidarietà e appoggio a quanti/e si sentano feriti/e da questa odiosa campagna”.

Anche la delegata del Sindaco di Napoli alle Pari Opportunità, Simonetta Marino, interviene sulla campagna “Il bus della libertà – Basta violenza di genere”

“L’amministrazione de Magistris non intende in alcun modo autorizzare o sostenere, qualsiasi tipo di comunicazione, campagna o manifestazione che ispiri e fomenti la transfobia, promuova congetture discriminatorie e veicoli messaggi lesivi dei diritti delle persone Trans.

Diffondere un messaggio che cancella e nega la realtà della transessualità e dell’intersessualità, è un atto altamente discirminatorio, irresponsabile, fuorviante e irrispettoso dell’esistenza di queste persone, che già troppo spesso, sono vittime di una cultura della violenza, efferata e purtroppo diffusa.

Questa campagna, negando i diritti delle persone transessuali, nega l’esercizio dei diritti civili fondamentali, gli inalienabili diritti umani, tra cui il diritto alla vita.

Occorre fermamente stigmatizzare, inoltre, l’uso improprio e strumentale dell’espressione “basta alla violenza di genere”. La legittima autodeterminazione della propria identità non può e non deve essere confusa con quello che è un terribile stigma della nostra società. Giustificare astruse e inverosimili previsioni di anarchia sessuale, con un riferimento alla violenza realmente esercitata su un larghissimo numero di persone, discriminate in base al sesso e alla loro identità sessuale, è contrario a tutte le azioni messe in campo da codesta Amministrazione e dal disegno programmatico di una società più inclusiva, aperta, tollerante e coesa.

Pertanto e in risposta alla comunicazione pervenuta, inviata dalla Rete Lanford – l’Avvocatura per i Diritti LGBTI – l’Amministrazione tutta intende ribadire con fermezza e convinzione il proprio dissenso verso una siffatta aggressione alla dignità e all’orgoglio della comunità Trans.

Noi vogliamo fermare l’incitamento all’odio gender e omo-transfobico e, nell’auspicio che questa pericolosa deriva d’intransigente fanatismo resti un fenomeno circoscritto e isolato, siamo sicuri che le cittadine e i cittadini di Napoli non si lasceranno coinvolgere da infondati timori, recrudescenze fasciste e ottuso sciovinismo sessista”.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 27 Settembre 2017 e modificato l'ultima volta il 27 Settembre 2017

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