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I dettagli di Napoli: il pescatore di locuste a Largo Pignatelli

Arte | 7 Gennaio 2020

Lo scultore degli scugnizzi. Così è conosciuto il grandissimo Giuseppe De Martino, un artista conosciutissimo a Parigi, dove ha trascorso buona parte della sua vita lavorativa. Giuseppe ha studiato nell’Accademia di Belle Arti di Napoli ed ha avuto come maestri Stanislao Lista, autore di uno dei quattro leoni di piazza Marrtiri, che tra i suoi allievi ha annoverato anche Vincenzo Gemito, Ettore Ximenes e Costantino Barbella; Gioacchino Toma, allievo a sua volta del pittore di corte Salvatore Fergola e Achille D’Orsi, autore della grande statua in marmo di Alfonso d’Aragona posizionato sulla facciata anteriore di Palazzo Reale. Insomma, con quei maestri non poteva, a sua volta non diventare un ottimo artista! Proprio dal D’Orsi ha ricevuto le conoscenze giuste e i segreti per ritrarre i soggetti che a lui interessavano di più: i figli del popolo, gli scugnizzi. La sua bravura lo ha fatto presto conoscere nel giuro degli artisti parigino visto che si era trasferito nella capitale francese. Proprio la città d’oltralpe lo ha premiato, per la prima volta per un suo bronzo di fattura davvero strepitosa, Le Pecheur de criquets. Dopo il periodo francese è rientrato nella sua città dove è stato attivo dal 1916 al 1931 insegnando scultura ad Angelo Frattini che era notevolmente impressionato dal lavori  di Gemito. Buona parte della sua produzione artistica, in particolare, gruppi bronzei, riguardavano i bambini che lui rappresentava in modo veritiero e non romantico. Nei tratti di quei giovani, De Martino, faceva in modo che fossero ben evidenti sentimenti come la tristezza, la sofferenza per una infanzia difficile dovuta, spesso, all’assenza di una famiglia in grado di curarsi del bimbo. Oltre Parigi e Napoli, all’epoca capitali mondiali della cultura, De Martino ha esposto nella Russia degli zar nel 1902, a Venezia, Roma e Monaco di Baviera. Nel 1931, in occasione della mostra d’arte della quadriennale voluta dal regime, si è presentato assieme ad altri giganti dell’arte italiana quali Massimo Campigli, Gino Severini e Filippo De Pisis. A Napoli, una sua opera è nel riqualificato Largo Pignatelli, fuori la villa: è proprio quel pescatorello che tanta fama gli ha dato. La fontana, collocata nell’estate del 2018, è stata vittima di un atto vandalico pochi giorni dopo la sua accensione con il furto di un granchio in bronzo che faceva parte del gruppo scultoreo.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 7 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 7 Gennaio 2020

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