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Il presidio per riaprire l’ospedale San Gennaro e per una sanità pubblica dignitosa

Sanità | 22 Novembre 2020

Rilanciare la Sanità pubblica, requisire le strutture private, basta con lo scandalo di tamponi e ambulanze a pagamento e la mancata attuazione delle Usca (le unità di assistenza domiciliare ai malati covid19) che discriminano l’accesso alle cure! Sono stati questi alcuni dei punti di rivendicazione emersi nell’importante assemblea sotto l’ospedale San Gennaro, uno dei simboli dei tagli e della dismissione della Sanità pubblica in Campania. Nella giornata di mobilitazione nazionale per la “società della cura”, un’assemblea che ha visto la partecipazione di alcune centinaia di persone e ha vissuto momenti emozionanti nel ricordo di chi ci ha lasciato, vittima del covid ma anche della malasanità, come Francesco Ruotolo, attivo nelle battaglie per il diritto alla cura e a cui il diritto alla cura è stato invece negato. Era presente stasera la famiglia di Francesco che non ha avuto remore in questi giorni di denunciare il calvario vissuto. Altri/e hanno raccontato la propria esperienza. Insieme alle realtà di base (come i movimenti dei disoccupati, i comitati di quartiere, i sindacati di base ecc) sono intervenuti molti lavoratori della Sanità sia pubblica che privata, spesso ancora meno garantiti e più esposti. Del resto se da otto mesi si sta parlando ancora di mettere in sicurezza Rsa e Ospedali evidentemente qualcosa non funziona e c’è chi ne ha la grave responsabilità, a partire dal vertice politico della regione Campania finendo al governo nazionale. Abbiamo ascoltato responsabili covid delle rsa private che ci hanno spiegato come è quasi impossibile col tempo di risposta dei tamponi tutelare gli anziani dalla diffusione del contagio, lavoratori della Sanità privata che ci hanno raccontato come solo due-tre grandi cliniche tra le tante strutture a cui la regione sta pagando i posti letto “vuoto per pieno” (invece della requisizione indennizzata prevista dal decreto Rilancio) hanno firmato i protocolli sulla sicurezza… Si sono confrontate anche le esperienze dal basso, come le brigate sanitarie che dalla Sanità ai Quartieri Spagnoli si stanno attrezzando per sostenere la medicina di base nel garantire le terapie domiciliari (ad esempio fornendo ai malati saturimetri, dpi e altro sostegno) e in generale per sostenere le persone che risultano escluse dal diritto di cura. Un confronto largo che avrà bisogno di altri passaggi, ma che ha già oggi un obiettivo: costruire una grande, larga mobilitazione appena possibile che abbia a tema la rinascita e una nuova visione della Sanità Pubblica e del diritto di cura. Ma che intanto cerca di condividere mutualismo e attenzione per prendersi cura di tutte e tutti in questo difficile momento. Abbiamo bisogno del contributo di tutt* perchè nessuno resti solo
Reti sociali di Napoli
Comitato contro la chiusura del San Gennaro
Consulta sulla salute

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 22 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 22 Novembre 2020

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