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Il sottosuolo di Neapolis: la cisterna greca di San Lorenzo Maggiore

| 5 Ottobre 2019

Siamo nella Neapolis del V secondo a.C., nell’area di Piazza San Gaetano, sotto l’angioina Chiesa di San Lorenzo Maggiore. Ben prima della costruzione del Macellum romano che occupava tale area a ridosso del foro, i Greci nostri antichi progenitori si occuparono a spianare tutta l’area per ricavare la loro agorà. Neapolis era tutta in discesa verso la spiaggia, la cui linea correva lungo l’attuale Rettifilo, ed essi furono costretti a creare varie cortine murarie di sostegno per reggere i terrazzamenti necessari a contenere la spianata.

Ovviamente in caso di piogge intense l’acqua scorreva via impetuosa allagando le strade e l’agorà stessa. Ed ecco allora la loro idea. Creare una serie di scarichi al di sopra e al di sotto dei terrazzamenti artificiali, facendo confluire le acque reflue in una serie di “cisterne” di raccolta e smaltimento. Questa che vedete in foto è la cosiddetta “cisterna greca” di San Lorenzo Maggiore, con parte della sua volta a tutto sesto, unico e preziosissimo esempio superstite.

Enzo Di Paoli

Un articolo di Enzo Di Paoli pubblicato il 5 Ottobre 2019 e modificato l'ultima volta il 5 Ottobre 2019

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