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In Irpinia c’è uno dei murales più belli al mondo: è la Genesi di Francisco Bosoletti

Arte e artigianato | 7 Gennaio 2019

Tra le bellezze dell’Irpinia troviamo anche i murales realizzati a Bonito, piccolo borgo della Valle Ufita, che dal 2011 – grazie al Collettivo Boca – punta alla riappropriazione e alla riqualificazione degli spazi urbani, guardando alla street art come valorizzazione artistica dei luoghi. Nel paese si possono ammirare numerose opere di “street art”realizzate da artisti internazionali nel corso degli anni.

Lo scorso maggio il famoso street artist argentino Francisco Bosoletti ha realizzato un capolavoro, “Genesi”: tre opere da leggere come un unico progetto artistico, legate del tema del fuoco, inizio di tutte le cose. A dicembre si è piazzata al terzo posto nella classifica dei murales più belli del mondo stilata dalla prestigiosa rivista internazionale Widewalls.  L’opera è stata scelta tra 50 murales realizzati in tutto il mondo (Parigi, Berlino, Londra, New York) da artisti internazionali (Banksy, Os Gemeos, Artez, Natalia Rak e molti altri).

Una biografia dell’artista Bosoletti

Nato e cresciuto ad Armstrong, un piccolo paesino della provincia di Santa Fe a suo modo ricapitolazione del mondo, l’argentino Francisco Bosoletti è dotato di uno sguardo limpido e primigenio sulla vita, sulla natura e sull’umanità.

La sua arte, che pure reca i tratti di una classicità universale, si manifesta in maniera simile alla mescolanza di geni che nutre la pelle dei migranti. Un dettaglio, come un fiore o una corda, possono celare una inaspettata pregnanza di significato. Un viso e un corpo, catturati in maniera effimera, possono rivelare una dimensione recondita e malinconica dell’esistenza e diventare un invito a essere presenti alla propria vita in maniera libera dai condizionamenti imposti dal di fuori.

Bosoletti dipinge sui muri rispettando la memoria dei luoghi e delle persone che li abitano, il suo intervento accompagna quello del tempo che trascorre, nascondendo e rivelando al tempo stesso visioni che sembrano permanere in un eterno presente e ricordare all’uomo la transitorietà dell’esistenza.

La sua pittura obbliga lo spettatore a guardare in maniera diversa, affinando la sua sensibilità e ricorrendo a modelli percettivi differenti da quelli abituali e rassicuranti.

Gli occhi assopiti si attivano nel cogliere le sue immagini appena rivelate, i recettori ormai saturi di visioni urlate al di sotto della soglia di coscienza scoprono figure che all’improvviso emergono dallo sfondo e risvegliano una forma nuova di percezione, più sottile e potente.

Queste apparizioni travalicano il confine dei sensi e toccano nel profondo chi guarda, mescolandosi alle sue emozioni e ai suoi ricordi come le tracce di pittura sulla tela e sui muri.

Il Collettivo Boca: storia e progetti

Collettivo Boca è un’associazione culturale composta da professionisti, ricercatori e appassionati che operano nell’ambito della creatività urbana.
L’associazione attua e promuove pratiche ed interventi finalizzati alla valorizzazione dei contesti urbani e rurali, ponendo le attività legate all’arte pubblica contemporanea al centro dei processi di rigenerazione territoriale.

L’idea di Boca nasce nel 2011, quando un gruppo di amici si lascia ispirare dal fulmineo incontro con la street art e dallo storico quartiere argentino simbolo della libertà artistica e della consapevolezza urbana.

Boca sfrutta questa potente forma d’espressione artistica per creare qualcosa di bello e di nuovo a Bonito, piccolo centro campano nel cuore dell’Irpinia. Comincia così un’avventura fatta di arte e cultura che ha aperto il paese alla condivisione e alla riappropriazione degli spazi urbani che si concretizza in un festival aperiodico di arte pubblica.

Nei suoi anni di attività, Bonito ha ospitato diversi writer che hanno lasciato una traccia non solo artistica ma soprattutto umana. Relazioni, esperienze e confronto hanno caratterizzato gli appuntamenti del Boca e insieme a Millo, Tellas, Giulio Vesprini, Alex Senna, Diego Miedo, Arp, Bosoletti, Milu Correch, Camilla Falsini, Nemo’s, Poki, Collettivo Fx, Guerrilla Spam, Bifido, Andrea Casciu, Irene Lasivita, Carlos Atoche è nato un nuovo modo di intendere lo spazio comune.

Il progetto parte dal profondo rapporto con il territorio per proseguire il suo cammino attraverso l’apporto costante di nuove idee e collaborazioni. L’espansione al di fuori della geografia locale è già avvenuta nell’agosto 2015 ad Avellino con il progetto “New Wall” curato da Boca e dall’associazione Piano B o con gli interventi rigorosamente “unofficial” di Collettivo Fx nella città abbandonata di Apice Vecchia.

Nel 2016 il Collettivo Boca organizza “Impronte”: Lo scopo della rassegna è di promuovere la conoscenza dell’eclettica personalità di  attraverso il confronto di due differenti forme di espressione artistica, utilizzando lo spazio urbano come medium della sua riqualificazione e rinnovata fruizione.

Il Collettivo Boca aderisce al tavolo di esperti di streetart per un programma di valorizzazione nazionale nei Comuni d’Italia. Insieme con direttori di festival, operatori culturali specializzati e curatori d’arte produrremo un’analisi complessiva dello stato del fenomeno in Italia, dal punto di vista culturale, artistico, economico e sociale.

testo di Maria Fioretti

Le fotografie sono di Antonio Sena

 

 

 

 

 

 

Un articolo di Maria Fioretti pubblicato il 7 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 7 Gennaio 2019

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