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La gaffe diplomatica con Felipe di Spagna al Teatro San Carlo

Attualità | 8 Maggio 2019

Gaffe diplomatica al san Carlo di Napoli. Durante i lavori del Cotec Europa (organizzazione informale che riunisce Italia, Spagna e Portogallo), l’orchestra ha suonato per errore l’inno franchista davanti a re Felipe VI e all’ex re Juan Carlos. Accanto a loro il presidente Sergio Mattarella e il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa.

Impassibili i due sovrani, ma la diplomazia spagnola non ha potuto fare a meno di sottolineare l’incidente a quella italiana. E il sovrintendente del san Carlo, presente Mattarella, si è dovuto prontamente scusare. Incidente quindi chiuso anche se ripreso ampiamente dalla stampa spagnola, sia dai siti online che dalle televisioni. Nel palco reale del san Carlo il sovrano e i due presidenti sono stati salutati dall’inno italiano. Poi è partito l’inno di Spagna. Il problema – non di poco conto – è stato che la musica è stata accompagnata con le parole del poeta José María Pemán, cioè una versione adottata durante il franchismo e poi abbandonata con il ritorno della democrazia. In sostanza oggi l’inno nazionale spagnolo è lo stesso ma si esegue senza parole.

 

La Marcha Real (in italiano: “Marcia reale”), nota anche come Marcha de Granaderos o Marcha Granadera, è l’inno nazionale della Spagna. È uno dei rari casi di inno nazionale senza un testo ufficiale: deriva dal fatto che in passato ogni re modificava il testo.

Si tratta di uno degli inni più antichi d’Europa. Viene menzionato per la prima volta nel 1761 nel Libro de Ordenanza de los toques militares de la Infantería Española di Manuel de Espinosa. In questo documento è riportata la partitura con il titolo di Marcha Granadera o Marcha de Granaderos ma l’autore è sconosciuto.

Lo scrittore Hugo Kehrer sostiene che questa opera sia stata composta da Federico il Grande di Prussia ma non cita fonti a sostegno delle sue affermazioni. Tuttavia la storiografia spagnola è concorde nell’affermare che il brano fu donato al Re di Spagna da Federico Guglielmo di Prussia a Berlino, dove il re era stato invitato per un matrimonio reale. Federico era allora il principe ereditario e già si era fatto notare come compositore di buon livello nonché ottimo flautista. Una cosa però è certa: il brano veniva dalla Prussia, perciò comunque il suo autore era tedesco. L’inno spagnolo così è il primo inno al mondo opera di un compositore straniero, ed è pure il primo inno al mondo a presentare le caratteristiche della marcia, inaugurando questo nuovo tipo di inno, che poi, con il passare del tempo, oggi è il tipo di inno più diffuso nel mondo. Alcuni storici sottolineano anche le similitudini tra la Marcha Real ed alcune arie militari dell’epoca di Carlo V.

Nel 1770 il re Carlo III dichiarò la Marcha de Granaderos marcia d’onore formalizzando quindi l’usanza di utilizzarla nelle occasioni solenni. È stata eletta quindi ad inno nazionale senza nessuna disposizione scritta. Dopo la Rivoluzione del settembre del 1868, il generale Prim indisse un concorso nazionale per creare un inno ufficiale ma non si presentò nessuno e quindi si continuò ad utilizzare come inno la Marcha de Granaderos.

La Marcha Real è stato l’inno nazionale dal XVIII secolo, con eccezione del periodo democratico della Seconda Repubblica Spagnola (1931–1939), in cui venne adottato l’Himno de Riego.

Il futuro dittatore Francisco Franco nel 1937 lo adotta nelle zone occupate dai nazionalisti durante la Guerra Civile e in seguito, portato a termine la conquista del paese e la sconfitta del Fronte Popolare, lo fa adottare nuovamente come inno nazionale (Bollettino ufficiale spagnolo, 17 luglio 1942). Nel lungo periodo dittatoriale (1939–1975) spesso accompagna la musica un testo composto da José María Pemán, anche se non a carattere ufficiale.

Morto il caudillo (1975), e insediato il nuovo capo di Stato della restaurata monarchia, Juan Carlos I, la Marcha Real rimane inno nazionale, anche se il testo spesso usato durante la dittatura sparisce.

La versione attuale fu commissionata al maestro Francisco Grau dopo l’approvazione della Costituzione spagnola del 1978. Nel 2008 non andò a buon fine un tentativo di dare un testo ufficiale all’inno.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 8 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 8 Maggio 2019

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