martedì 11 maggio 2021
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L’ascensore-mostro di Monte Echia: i comitati non si arrendono e preparano mobilitazione

| 4 Marzo 2021

Da qualche mese Antonio Pariante, del Comitato Portosalvo, insieme ad altre associazioni interessate ai destini dei nostri beni culturali ha intrapreso una battaglia contro il brutto ascensore di Monte Echia. “Un mostro che sfregia Parthenope ed è una palese e gravissima violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio sulla quale andremo fino in fondo è non transigeremo” ci racconta Pariante. “Stiamo ancora aspettando una risposta dal ministro Franceschini alle due interrogazioni parlamentari e stiamo pensando di organizzare una conferenza stampa nelle prossime settimane”.

Ed effettivamente il parallelepipedo di cemento in costruzione davanti a uno dei più bei panorami della città, davanti alla villa di Lucullo e a pochi passi da Villa Ebe, con i suoi oltre quattro metri di altezza, è un orrore.

La stazione superiore dell’ascensore pubblico che dovrebbe collegare via Santa Lucia con il sovrastante belvedere di Pizzofalcone per le associazioni è un palese abuso in violazione del codice dei beni culturali e del paesaggio e della questione si sono occupati anche diversi parlamentari.

“Un casermone tipo cappella di un cimitero modernista” lo definiscono alcuni architetti che si stanno scatenando via facebook .

E inoltre di ascensori ce ne sono già altri tre, che collegano il centro a Monte di Dio, ricorda Pariante. Oltre a quello di Chiaia, quello di via Chiatamone (a sinistra, guardando l’ingresso della galleria Vittoria) che sbuca all’altezza della Nunziatella. A quanto pare, funzionante, anche se è fermo da 60 anni per problemi di infiltrazioni.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 4 Marzo 2021 e modificato l'ultima volta il 4 Marzo 2021