mercoledì 21 novembre 2018
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Mandela nell’Human Tribe di Jorit. Il murales monumentale a Firenze

Arte e artigianato | 6 novembre 2018

Da ieri mattina Jorit, street artist di origini napoletane è sui ponteggi mobili in piazza Leopoldo, a Firenze: sulla parete di un palazzo all’angolo con via Galluzzi, di fronte alla Coop, sta dipingendo un immenso volto di Nelson Mandela.

Il murales, di circa 126 metri quadrati, si chiama «Il Condominio dei Diritti» ed è realizzato su un palazzo di edilizia residenziale, con più di venti famiglie affittuarie, ben felici di avere l’opera di Jorit sulle mura di casa. L’iniziativa è promossa dall’associazione Mandela Forum, nell’ambito delle celebrazioni del centenario della nascita del leader sudafricano, simbolo della lotta all’apartheid, in collaborazione con l’assessorato all’accoglienza e integrazione, pari opportunità, casa e l’assessorato sport, politiche giovanili e toponomastiche del comune di Firenze, Casa spa, Unicoop Firenze, Fondazione CR Firenze, Città Metropolitana di Firenze.

«Sono consapevole che le persone avrebbero bisogno di molte altre cose, i miei murales non sono certo la soluzione ai problemi delle periferie, ma comunque io cerco di fare quello che posso», spiega Jorit, circondato dalla curiosità delle persone del quartiere che si fermano, favorevolmente stupite, ad osservare il giovare artista alle prese con le sue bombolette spary.

«Credo che la Street art sia stata davvero una rivoluzione – prosegue Jorit –, prima di tutto perchè è gratuita, tutti quanti la possono vedere senza pagare il biglietto. E dopo Bansky è stata accettata. Per quanto mi riguarda cerco sempre di accostare le mie opere a un messaggio, in modo da aggiungere qualcosa oltre alla parte estetica». Non a caso ha detto subito sì alla propostadel Mandela Forum che gli hanno proposto di realizzare il volto di Mandela alto quanto un palazzo: «Un personaggio così prima o poi avrei cercato di farlo comunque – prosegue – e quindi sono stato ben felice di venire a Firenze, dove mi serviranno almeno dieci giorni per finire il lavoro, se il tempo mi aiuta, lavorando otto ore al giorno».

 

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