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Martucci al Vomero, la pizza servita in un luogo che racconta Napoli

Agroalimentare | 31 Ottobre 2018

Dopo l’esperienza ventennale del padre Antonio, Fabio Macchitelli presenta la nuova avventura imprenditoriale nel cuore del Vomero: Pizzeria Martucci. Il locale, in via Santa Maria della Libera 5, fa tesoro dell’eredità familiare della Pizzeria Michele in via Martucci, reinterpretandola in una chiave contemporanea e giovanile.

“Vogliamo che sia una pizzeria innovativa. L’idea è quella di un luogo diverso, un po’ un museo di arte moderna che ogni mese ospiterà su una parete dedicata una nuova mostra ma chiaramente dedichiamo grande attenzione alla pizza. Nella parola Martucci è contenuta la parola art: vogliamo unire l’arte della location all’arte nel piatto”, racconta Fabio Macchitelli, entusiasta del nuovo progetto in un quartiere diverso da Chiaia, dove gestisce con successo non solo la Pizzeria ma anche il Salotto Martucci. La nuova apertura segna infatti una svolta nell’attività familiare, poiché i due locali si uniranno sotto l’unico nome di Pizzeria Martucci. In menu, tra le pizze “art” c’è la Cicolime, leggera e fresca, con cicoli imbevuti nel lime e provola.

Tra le novità introdotte nella sede del Vomero spicca l’intuizione del tavolo social: un grande tavolo quadrato da dodici posti dove far accomodare non solo gruppi di amici, ma soprattutto persone che tra loro non si conoscono; uno stimolo a staccarci dallo schermo dei cellulari per tornare alla convivialità di un pasto in compagnia. Un’idea di accoglienza calorosa, dalla forte matrice napoletana, come forte è lo spirito identitario che si respira all’interno delle sale. “Abbiamo scelto alcuni simboli della napoletanità e li abbiamo inseriti nell’ambiente: ad accogliere i clienti, ad esempio, la riproduzione di un tipico vascio dei quartieri antichi di Partenope a cura di Diego Loffredo, che ha scattato anche le foto esposte in sala”, continua Macchitelli.

Il progetto del locale è a cura di Raffaele De Bartolomeo, già designer di Salotto Martucci e della prima sede di Pizzeria Martucci. “Dai binari del tram che portava gli scugnizzi al mare a Mergellina, al forno che riproduce il Castel dell’Ovo, qui tutto parla di Napoli – racconta Bartolomeo –. L’arredamento è stato interamente disegnato e creato ad hoc per questo ambiente dal mio studio Raro Design. Nessun prodotto è di serie, ad eccezione delle sedie di produzione italiana”.

Alle pareti i bassorilievi di Luigi Barricelli ritraggono la sirena Partenope, la moka napoletana, il Cristo Velato, lo sciuscià e trasportano immediatamente l’ospite in una Napoli autentica, che fa da cornice a un ambiente caldo e moderno in cui apprezzare la vera arte napoletana, quella della pizza.

L’impasto e la lavorazione seguono la tradizione antica, quella della pizza a rota ’e carretta, quindi larga e sottile, soffice e molto leggera. Il menu è composto da trenta pizze, tra cui ritroviamo i grandi classici della tradizione napoletana ai quali si aggiungono gusti mai sperimentati prima. Tra le novità, la sezione delle “Cremose” e le “Pizze ART”, quelle più elaborate, come il Cappello del Prete – un gustosissimo ripieno di ciccioli e ricotta ricoperto dalla tradizionale margherita –, la Montanara Ripiena e la Tartufata. Ad arricchire la già vasta scelta di pizze, gli antipasti: oltre alla tradizionale frittura, la Pizzeria Martucci propone anche diverse combinazioni di taglieri con salumi e formaggi; dulcis in fundo, le prelibatezze della pasticceria Marigliano per i più golosi.

Stile, accoglienza e tradizione: sembra essere questa la formula vincente della famiglia Macchitelli che, con questa apertura, apre nuovi orizzonti all’attività di famiglia.  Dalle materie prime al design, nella Pizzeria Martucci tutto è curato nei minimi dettagli per rendere unica l’esperienza dei clienti, che assaporeranno la vera pizza napoletana in un locale in cui si respira e si percepisce la storia della città.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 31 Ottobre 2018 e modificato l'ultima volta il 31 Ottobre 2018

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