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Orgoglio napulegno: il Gran Premio Venezia a Mimì alla Ferrovia, miglior azienda 2018

Agroalimentare, Imprese, Made in Sud | 9 Novembre 2018

 

Michele Giugliano e Salvatore Giugliano (patron e chef di Mimì alla ferrovia, storico ristorante partenopeo della tradizione) hanno ricevuto oggi a Montecitorio il Gran Premio Internazionale di Venezia, che premia l’imprenditoria e le arti in genere che hanno contribuito alla crescita del nostro paese. A Mimì alla Ferrovia è andato un doppio “Leone d’oro”.

Il doppio riconoscimento

Mimì alla ferrovia è la miglior azienda 2018 nel campo della ristorazione. Ma non solo. In realtà sono stati due i riconoscimenti assegnati allo storico ristorante, dove sono passati il meglio della nostra storia, della nostra cultura e della nostra identità

“Due riconoscimenti, uno alla carriera, l’altro per meriti professionali!
Due premi che desideriamo condividere con tutta la squadra di Mimì, con la brigata di cucina e quella di sala, instancabili ed appassionati lavoratori con lo stesso desiderio di soddisfare ogni ospite di Mimì con la migliore cucina di tradizione partenopea!” scrivono loro sulla pagina fb del ristorante.

La storia di Mimì alla Ferrovia

Racconta Ida Giugliano, nipote di Mimì, nel sito del ristorante, che il locale di famiglia nasce nel settembre del 1944 nel cuore della Napoli storica, gestito da Emilio Giugliano, il cosiddetto Mimì, e dalla moglie Ida. Mimì era un abile commerciante del settore con l’hobby dei cavalli, una passione della quale ancora si trova traccia in quel cavallo al trotto, sormontato dall’immancabile ferro di cavallo, che costituisce lo stemma del ristorante.
In origine semplice trattoria frequentata dalla media borghesia napoletana e dai più celebri personaggi napoletani, quali Totò, i De Filippo, il maestro Fellini, è divenuto nel corso degli anni un ristorante dall’atmosfera calda e accogliente, punto di riferimento per tutti i napoletani e non.

“L’Italia passa per Mimì”, diceva Michele Giugliano, soprannominato “Don Mimì”, che assieme al cugino Michele e alla nuova generazione, ha fondato questo rinomato locale, ora ampliato e rinnovato dove si ritrovano nei decenni i sapori di sempre.

Lo racconta anche la giornalista Daniela Vergara nella prefazione del libro “Napoli è servita. Mimì alla ferrovia racconta la città dal dopoguerra a oggi: “Tutta l’esperienza, la saggezza, l’attenzione, l’amore che Michele senior e Michele junior usano per i loro piatti, quel pezzo di storia di una città che è passata per i locali di via Alfonso D’Aragona, sono ingredienti che non si scrivono su un pezzo di carta. Fanno parte di Mimì”.

Per giunta la storia di questa tradizione non si ferma alla ferrovia, nella Napoli antica, ma raggiunge la collina vomerese, in uno dei luoghi più suggestivi di tutta Napoli cha avvolge con lo sguardo l’intero Golfo di Napoli: “D’Angelo Santa Caterina”, una Villa armoniosamente inserita nel verde, location ideata e sognata per eventi esclusivi, per matrimoni, cerimonie, meeting e catering. Protagonista indiscussa non potrebbe che essere la buona cucina, attraverso la selezione accurata delle materie prime e la creazione di continue nuove portate che esplorano ogni aspetto della ricca tradizione culinaria mediterranea, rielaborate con gusto e un tocco di fantasia.

L’altro premio, il Nicoletti

Mimì alla ferrovia due settimane fa ha ricevuto anche il “Premio Giovanni Nicoletti” conferito dal Consiglio di Presidenza dell’Accademia Italiana della Cucina attribuito a ‘persona o ristoratore che abbia contribuito in modo significativo alla conoscenza e valorizzazione della buona tavola tradizionale regionale’. Ma il vero premio è sedersi alla tavola di Mimì, una garanzia di qualità e tradizione.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 9 Novembre 2018 e modificato l'ultima volta il 9 Novembre 2018

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