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Progetto Unesco, riaperta a via dei tribunali Santa Maria della Colonna: la gallery

Beni Culturali | 11 Set 2018

Un altro pezzo importante del nostro patrimonio che torna alla città grazie ad un intenso e proficuo lavoro interistituzionale.

È stato riaperto questa mattina il complesso di Santa Maria della Colonna in via dei Tribunali, alla presenza del Sindaco Luigi de Magistris, il Cardinale Crescenzio Sepe, il Soprintendente Luciano Garella, l’assessore al Governo del territorio regionale Bruno Discepolo e l’assessore al diritto alla città Carmine Piscopo.

Un bene comune che sarà aperto e dedicato oltre che al culto a funzioni culturali e sociali legati alle origini “musicali” del sito che fu edificato per ospitare uno dei 4 Oratori di Napoli nel XVII secolo, quello dei Poveri Figli di Gesù Cristo.

Il grande progetto UNESCO, dunque, pur se a rilento, procede anche se alle pareti della chiesa non ci sono ancora i quadri che sono ora ospitati nel Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore e verranno ricollocati al termine dell’installazione dell’impianto di videosorveglianza.

Entrando, sotto il coro ligneo a stucchi dorati, si vede lo stemma del Cardinale Carafa che inaugurà questo luogo dove insegnò Alessandro Scarlatti e dove studiò Giovanni Battista Pergolesi.

“L’Associazione I Sedili di Napoli già da tempo ha presentato un progetto alla Curia in linea con quanto detto oggi – ci spiega Giuseppe Serroni, presidente dell’associazione, che poi racconta che “fu anche merito del Cardinale Pignatelli la grande notorietà internazionale che assunse la chiesa, grazie allo speciale interesse dell’Arcivescovo che sostenne di suo la struttura”.

“Santa Maria della Colonna sorse nel 1580 – si legge nel non aggiornato sito del Comune di Napoli dove risulta ancora chiusa – e  fu promosso dal religioso Marcello Fossataro che acquistò le abitazioni per realizzare il complesso religioso; questo venne concepito per rivolgerlo, su idea dello stesso padre Fossataro, ai fanciulli abbandonati e successivamente venne dedicato a conservatorio che prese il nome di Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo dove si formò il grande Giovan Battista Pergolesi. L’edificio venne restaurato nel XVIII secolo, ma la caratteristica facciata risale al1715, per l’intervento di Antonio Guidetti. Nel 1896 venne realizzato ancora un altro restauro. La facciata è inserita tra due corpi laterali con abitazioni civili che precedentemente erano parte integrante della struttura conventuale. La divisione dei volumi e della superficie è ottenuta mediante l’utilizzo di lesene corinzie addossate ai pilastri inclinati che inquadrano la parte centrale, con il portale in piperno su cui è installata una decorazione in stucco ed una lapide marmorea; al primo ordine, ai lati della facciata, sono presenti due statue ancora in stucco, mentre al livello superiore si apre una grande finestra circondata da notevoli decorazioni, anch’esse in stucco.

L’interno, a pianta rettagolare con croce greca e cupola, presenta un impianto ornamentale realizzato dallo stuccatore Costantino D’Adamo ed un coro con decorazioni dell’intagliatore Domenico Bertone; qui sono conservate opere di Paolo De Matteis.

Nel suo ambito ricade il chiostro di Santa Maria della Colonna che fu realizzato sul finire del XVI secolo su commissione del frate Marcello Fossataro ed ha una pianta quadrata circondata da pilastri. Nel XIX secolo venne destinato come orfanotrofio, conservatorio di musica, seminario, convitto e oggi è sede di alcuni uffici della curia”.

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