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GENI PUGLIESI

“Verdi Malsani”, “Dal mare vinsi”. Intervista con FF3300, i grafici degli anagrammi anti-Salvini

Attualità, Battaglie | 25 Maggio 2019

Crediamo nel potere del metodo, delle idee e della cultura. E’il claim dei ragazzi dell’agenzia di comunicazione FF3300, che con una loro idea geniale si sono fatti notare in questa campagna elettorale per le europee, dove la creatività di molti si è scatenata. Prima Catanzaro, con al rivolta dei balconi. Poi Milano, con Zorro. Napoli, col fratello di Pino Daniele e questa Lega e una Vergogna appesa ai balconi. E, tra le altre città dove si sono svolte azioni antisalviniane “creative”, indubbiamente Bari, con l’idea di questi ragazzi che nel pomeriggio di martedì 21 maggio hanno pensato di “criptare” un messaggio inequivocabile: 250 anagrammi prodotti dal loro algoritmo (e molti pubblicati sulla loro pagina Facebook) per esprimere il loro dissenso. Da “la rima svendi” a “smeraldi vani”, da “verdi malsani” a “dal mare vinsi” le lettere compongono la stessa “dedica” per il vice presidente del Consiglio e segretario della Lega. Li abbiamo sentiti in questi giorni e proprio oggi che da Bari arriva la richiesta di archiviazione di frasi come Salvini fascista e Questa Lega è una vergogna, sugli striscioni sequestrati – una notizia ottima – ve li raccontiamo.

Fare impresa al Sud è possibile

Alessandro Tartaglia, Nicolò Loprieno e Carlotta Latessa, sono tre giovani appassionati di grafica, design e comunicazione che nel 2008 fondano FF3300 per specializzarsi sempre più nella comunicazione politica. Ragazzi che hanno studiato altrove, facendo gavetta non al Sud, che poi sono tornati a Bari a fare impresa. FF3300 nasce come magazine autoprodotto per trasformarsi poi in altro, grazie a un bando della regione Puglia – durante il governo di Niki Vendola, di cui poi cureranno una brillante e discussa campagna politica più avanti – dedicato alle giovani imprese. Così i tre (che in quel tempo vivevano e lavoravano a Venezia e Roma) decidono di tornare a casa. Oggi quel nucleo iniziale si è esteso. Alessandro, ad esempio, che sentiamo al telefono, ha studiato all’Isia di Urbino Design ed editoria. Oggi è orgoglioso della sua impresa e racconta dunque gioiosamente questa loro idea geniale di qualche giorno fa, cercando di spiegarmene lo spirito.

Esportare consapevolezza e modelli alla base del lavoro di FF3300

Anzitutto tiene a precisare che FF3300 è un gruppo di amici che lavora assieme a progetti di comunicazione non in modo tradizionale. “Abbiamo sempre ritenuto che a qualcuno conviene continuare a dipingere il Sud come un luogo di scansafatiche dove non succede nulla – e sto pensando ad esempio al Giornale o a Libero.  Il rapporto Svimez racconta il Sud come un luogo mortifero, una palude dove le speranze sprofondano. Noi non ci crediamo. Sappiamo che il Sud non è solo questo. In questi 10 anni sono state fatte cose splendide, abbiamo esportato consapevolezza e modelli”. L’azione “anagrammi” entra in questa scia.

Fin qui la storia di questa sfida. Che è interessante raccontare proprio perché rappresenta un modello per altri giovani del sud.  “Noi abbiamo, da principio, un’idea chiara: il nostro lavoro serve a cambiare (in meglio) il mondo che viviamo. Altrimenti non vale. Abbiamo iniziato ad occuparci di didattica prima, e di ricerca poi, perché interessati alla “trasmissione della conoscenza”. Crediamo che la conoscenza sia il bene più prezioso e per questo vada condiviso e diffuso, non protetto e chiuso nei cassetti con i brevetti. Crediamo che da questa semplice affermazione discendano enormi conseguenze sociali e politiche. Un grande cambio di paradigma”.

250 anagrammi e un algoritmo anti-censura

E anche una prospettiva completamente ribaltata di concepire la comunicazione. Così, sulla scia di questa esprienza, è nata, in pochissime ore, la loro azione anti-salviniana. “Abbiamo visto che nella strada dove abbiamo lo studio erano comparse le transenne per l’arrivo di Salvini. E a quel punto abbiamo deciso che dovevamo fare qualcosa. Ci siamo procurati un lenzuolo, spray e abbiamo pensato di fare anche noi degli striscioni. Ma su cosa concentrarci? Temi politici? Messaggio. Alla fine abbiamo deciso, anche per evitare denunce, di concentrarci sulla forma del messaggio. E, per denunciare, al tempo stesso, la mancata libertà di espressione abbiamo pensato che criptare il messaggio e renderlo non censurabile con una serie di anagrammi attinenti sarebbe stata un’idea efficace. Lavoriamo, come studio, con codici in ambito creativo, li utilizziamo come strumento di progettazione grafica e abbiamo dimestichezza con la progettazione procedurale. Cioè noi progettiamo procedure. Il codice serve per avere più soluzioni in minore tempo.  Così è stato: ne sono usciti 250 anagrammi e li abbiamo diffusi..  e alcuni li abbiamo affissi ai balconi dello studio”.

Come designer della comunicazione, insomma, i ragazzi di FF3300 sono conviniti che si possa costruire un sistema “combinatorio” nella propaganda politica, come possibilità di unire ironia, leggerezza, messaggio. E il risultato è un mix esplosivo che innesta un’ecatombe, una slavina, con migliaia di persone che condividono.  “E poi riteniamo importante trovare un modo per parlare di libertà d’espressione senza cadere nella retorica fascismo-antifascismo” aggiunge Alessandro.

Il momento più bello di questa azione? “Sicuramente quando ho visto gli agenti della Digos alzare il muso verso i balconi. Leggere. Rileggere. Leggere ancora. Capire: e poi fare una faccia incazzata perché non sono potuti intervenire. L’intelligenza creativa del nostro Sud va usata anche così”.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 25 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 25 Maggio 2019

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