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COVID-19

Focolaio Genoa, il Napoli rischia: la Serie A deve fermarsi

Attualità, Sport | 1 Ottobre 2020

Nella giornata di ieri, il Genoa ha pubblicato una nota sul proprio sito ufficiale contenente i nominativi di tutti i calciatori e membri dello staff tecnico risultati positivi al Covid-19 dopo i test effettuati negli ultimi giorni. Dei 15 casi totali riscontrati, 11 sono elementi della rosa ligure e, di questi, ben 7 sono scesi in campo domenica scorsa contro il Napoli, inclusi il portiere Marchetti e i due subentrati Behrami e Radovanovic.

Si tratta, in sostanza, del primo vero focolaio di Coronavirus nel campionato di Serie A dall’inizio della pandemia. E, in quanto tale, merita di essere affrontato con la massima urgenza e serietà. Nel pomeriggio di ieri, a tal proposito, il primo giro di tamponi a tappeto effettuato in casa Napoli ha restituito esiti totalmente negativi.

Alla luce dei dati comunicati dal Genoa, e tenuto conto che la manifestazione clinica del virus può richiedere un periodo di incubazione fino a 14 giorni, gli scenari possibili sono due. Entro sabato, giorno dell’ultimo test collettivo di tamponi, gli esami potrebbero restituire qualche caso di positività nella rosa partenopea. Viceversa, fino a sabato nessuno degli Azzurri potrebbe risultare positivo alle tornate di tamponi, col rischio però di scendere in campo contro la Juventus da falso negativo.

Quest’ultima, in particolare, è un’ipotesi da non sottovalutare, dal momento che potrebbe contribuire ad allargare a macchia d’olio la mappa del contagio in Serie A, mettendo a rischio il prosieguo dello stesso campionato. Col prossimo weekend di calcio oramai alle porte, la Lega Calcio è ancora in attesa di prendere una decisione sia sul prossimo match del Genoa contro il Torino, sia su quello del Napoli in casa dei bianconeri.

Rinviare oggi, per ripartire domani

Il pericolo è che possa essere ripetuto lo stesso errore commesso domenica col match del San Paolo. Che, calendario alla mano, infatti, avrebbe potuto essere rinviato per fini precauzionali o essere disputato tra martedì e mercoledì. Così facendo, si sarebbe dato tempo al club ligure di eseguire più cicli di tamponi sui propri tesserati, circoscrivendo il numero dei positivi ed evitando a quest’ultimi di scendere in campo a Fuorigrotta.

E invece no.

La fretta o, molto più probabilmente, l’incuria l’hanno fatta da padrone. Ne è scaturita una situazione ancor più grave e dal potenziale pericolo tutt’ora non stimabile, specie per la salute dei giocatori. In tal senso, il rinvio di Genoa-Torino e di Juventus-Napoli preserverebbe la regolarità del campionato, mappando inoltre il livello del contagio raggiunto con un grado di attendibilità decisamente maggiore.

Perseverare, invece, con una politica strumentale alle sole ragioni affaristiche della questione, espone il calcio italiano al rischio di un nuovo stop forzato. Servono decisioni rapide e responsabili, che nascano da una presa di coscienza collettiva che riguardi le specificità del contesto e del periodo temporale. A partire dalla sospensione temporanea degli impegni internazionali tra le rappresentative nazionali, superflui ed evitabili. E interrompendo l’insensata campagna mediatica per la riapertura degli stadi condotta, tra gli altri, dal CT Roberto Mancini.

Il calcio italiano, da anni, si nutre di uno scellerato auto-referenzialismo che ne ha minato credibilità e sostenibilità. E gli effetti di questa patologia si stanno palesando anche in un momento storico tanto delicato come quello attuale. Siamo a un punto di non ritorno. Fermarsi, anche solo per poco, è la cosa più giusta da fare. Tutelare, per tutelarsi, rappresenta la vera priorità.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 1 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 1 Ottobre 2020

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