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GEPIN CONTACT

“Sanzionate” Poste italiane (con l’Opg Je so Pazzo). Lettera agli utenti: aiutateci

Altri Sud, Diritti e sociale, Giustizia, Lavoro, NapoliCapitale, Precariato | 6 Maggio 2016

il licenziamento te lo diamo noi poste italiane gepin

Questa notte i lavoratori e le lavoratrici della Gepin contact di Napoli, con la Camera Popolare del Lavoro di Napoli dell’Ex-OPG – “Je so’ pazzo” e le lavoratrici e lavoratori della Gepin Contact di Roma con il supporto del collettivo di lavoratori Clash City Workers Roma, hanno voluto ricordare a Poste Italiane la responsabilità del licenziamento di 450 persone. Sia a Napoli che a Roma sono state sanzionate alcune sedi delle Poste, in vista dell’incontro al MISE previsto per il 9 maggio. 

La scelta delle Poste Italiane non è affatto casuale: questa è infatti l’unica azienda committente della Gepin e, di fatto, la sua decisione di non rinnovare più l’appalto è la ragione dei licenziamenti che oggi sono sul tavolo. Come i lavoratori hanno più volte ribadito in queste settimane, Poste Italiane non può semplicemente lavarsi le mani di quanto sta accadendo. Sono palesi le sue responsabilità e deve affrontarle. In gioco, infatti, non è la sopravvivenza di una realtà aziendale come la Gepin, ma il futuro lavorativo di centinaia di lavoratrici e lavoratori, nonché la vita delle loro famiglie.

E i lavoratori per chiarire al meglio queste responsabilità  si rivolgono direttamente ai clienti di Poste con una lettera reclamo da inviare a Poste Italiane. La pubblichiamo integralmente

Gentile Cliente,

siamo i lavoratori che negli ultimi anni si sono occupati della sua assistenza telefonica per conto di Poste Italiane. Siamo 800 persone che con professionalità hanno fatto di tutto per fornire ai clienti di Poste il miglior servizio possibile.

La volevamo informare però del fatto che da un po’ di tempo a questa parte Poste Italiane, la società a cui lei affida i suoi pacchi, le sue lettere e i suoi soldi non è affidabile. Come altro chiamare un’azienda che affida la sua “voce”, il suo contatto con il pubblico a una azienda di call center, la Gepin Contact, e che successivamente, non rinnovando l’appalto, non si interessa minimamente di noi lavoratori e rischia così di mettere in mezzo alla strada 352 persone, alcune anche dopo più 10 o 15 anni di lavoro? Noi avevamo affidato il nostro lavoro, il nostro salario e il nostro futuro alla serietà e alla responsabilità di Poste italiane. Adesso questa azienda si sta dimostrando inaffidabile.

Ebbene sì, Poste, che potrebbe tranquillamente applicare la normativa esistente, la cosiddetta “clausola sociale”, potrebbe così facilmente evitare che 352 persone perdano il posto di lavoro, a prescindere dall’azienda a cui il servizio sarà affidato.

Per farlo, come dicevamo, basta applicare alcune norme, come la clausola sociale, ed evitare gare al massimo ribasso. Poste infatti, azienda sì privata, ma controllata dallo Stato (il che rende la situazione ancora più vergognosa), affida i suoi appalti con gare che addirittura risultano al di sotto di quanto stabilito dal contratto collettivo nazionale di settore. Si impoveriscono i lavoratori e si peggiorano i servizi per i clienti.

Sono queste le rivendicazioni che i lavoratori oramai da più di due mesi stanno chiedendo a gran voce con scioperi, interviste, cortei, manifestazioni e presidi che hanno attraversato anche la nostra città. Vogliamo che Poste si prenda le sue responsabilità, si sieda al tavolo di trattativa e garantisca, in ogni caso e a prescindere da chi si aggiudichi l’appalto, la continuità del posto di lavoro a 450persone che, seppur tramite una diversa azienda, hanno sempre lavorato proprio per Poste. La procedura di mobilità in atto terminerà il prossimo 31 maggio, ancora qualche giorno e saremo senza lavoro.

Vogliamo raccontare questa storia, la nostra storia, a tutti i clienti di Poste e chiedere anche il vostro supporto. Se pensate che non sia giusto quello che sta succedendo, potete fare quello che fanno tutti i clienti che non sono soddisfatti del comportamento dell’azienda alla quale si rivolgono: scrivere un reclamo.

Questi sono gli indirizzi di Poste per inviare un reclamo,

[email protected]

[email protected]

[email protected]

basterà inviare una mail con scritto: NESSUN LICENZIAMENTO!

Ringraziamo tutti per il sostegno che vorrete darci.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 6 Maggio 2016 e modificato l'ultima volta il 6 Maggio 2016

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