sabato 15 dicembre 2018
Logo Identità Insorgenti

Giacomo Furia, con Totò e Peppino, nella mitica “banda” della commedia all’italiana

Ciento 'e sti juorne | 28 Novembre 2018

Per la rubrica “Ciento ‘e sti juorne”, il “Calendario laico napoletano”, oggi 28 novembre, nel giorno in cui si festeggia San Giacomo, vogliamo ricordare l’attore Giacomo Furia, l’indimenticabile “Cardone”, che con Totò e Peppino diede vita al mitico trio de “La banda degli onesti”.

Si può dire che la sua è stata una vita a ritmo di “ciak”, visto che ha recitato in ben 145 film e che la sua ultima interpretazione è del 2008, quando aveva già 83 anni, nel film di Vincenzo Salemme “No problem”.

Giacomo Furia, una carriera da attore cominciata per caso

Nato nel 1925 ad Arienzo, in provincia di Caserta, dopo aver conseguito il diploma di ragioniere all’Istituto “Armando Diaz” di Napoli, accettò la proposta di fare in estate delle lezioni private di matematica. Non sapeva, però, che l’allievo era Luigi De Filippo, figlio di Peppino, nipote di Eduardo e Titina De Filippo.

Fu così che giovanissimo cominciò a frequentare la casa della famiglia De Filippo in via Vittoria Colonna e, visto che già da tempo recitava nell’ambiente teatrale dilettantistico, grazie alla sue notevoli qualità di attore riuscì a fare colpo su Eduardo al punto che lo volle inserire nella sua compagnia teatrale.

Anche nel suo debutto sul palcoscenico, avvenuto nel 1945, la fortuna giocò un ruolo determinante. All’ultimo momento gli fu assegnata la parte di “Peppe ‘o cricco” in “Napoli milionaria” perché l’attore che la interpretava si era ammalato.

In seguito, dopo aver recitato per anni nella compagnia di Eduardo, si avvicinò a suo fratello Peppino, approdando al cinema. Un “tradimento” che il grande Maestro del teatro napoletano non gli perdonò mai.

Accanto al Principe Antonio de Curtis, Giacomo Furia, “principe” dei caratteristi

La sua lunghissima carriera da attore cinematografico è iniziata nel lontano 1947 col film “Assunta Spina”, diretto da Mario Mattoli. Da allora Giacomo Furia non si è più fermato, prendendo parte a ben 145 film, come straordinario caratterista capace di delineare i suoi personaggi in modo magistrale.

Due le sue uniche interpretazioni da protagonista, oltre al già citato Cardone de “La banda degli onesti” del 1956, non si può non ricordare Rosario, l’ingenuo pizzaiolo sposato con Sophia Loren ne “L’oro di Napoli” del 1954.

Accanto a Totò ha recitato in 17 film, fra cui “Il medico dei pazzi” e “Un turco napoletano”, trasposizioni cinematografiche delle commedie di Eduardo Scarpetta. Sempre con il Principe de Curtis lo troviamo in “Totò cerca casa”, “Siamo uomini o caporali”, “Totò, Eva e il pennello proibito”. Tanti piccoli ruoli, camei, spaziando dalla commedia all’italiana al musicarello, dal film in costume al cinema d’autore, come in “Boccaccio ‘70” di Federico Fellini.

Al cinema ha alternato anche la televisione, partecipando al primo sceneggiato della Rai del 1954 “Il dottor Antonio” e lo sceneggiato “Il cappello del prete” di Sandro Bolchi del 1970.

A coronamento della sua straordinaria carriera, nel 1997 è stata pubblicata una sua biografia, “Le maggiorate, il principe e l’ultimo degli onesti”. Nel libro l’attore ha raccontato, con l’aiuto del giornalista Michele Avitabile, trenta storie inedite su Totò, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, i fratelli De Filippo, Vittorio De Sica e Tina Pica, i compagni di lavoro di una vita.

Nel 2015, a 90 anni, Giacomo Furia è morto a Roma, lasciando al suo pubblico tante interpretazioni memorabili, eppure per noi napoletani, grazie alla celebre battuta di Totò, resterà per sempre “il Pinturicchio”.

Il santo del giorno, San Giacomo, uno dei 52 santi Compatroni di Napoli

Il 28 novembre si festeggia San Giacomo La Marca, uno dei Santi Compatroni di Napoli, insieme a San Gennaro.

Non tutti sanno, infatti, che Napoli detiene il record assoluto di Santi protettori della città, ben 52, unica in Italia, seguita da Venezia che ne ha “solo” 25.

San Giacomo, nato nel 1393 a Monteprandone in provincia di Ascoli Piceno, è stato un sacerdote appartenente all’Ordine dei frati minori. Per tutta la vita si prodigò per la costruzione di basiliche, conventi, biblioteche, e nel 1430 fondò a Roccamonfina il “Santuario di Maria Santissima dei Lattani”.

Dopo la sua morte, avvenuta a Napoli il 28 novembre 1476, il suo corpo venne sepolto nella chiesa di Santa Maria la Nova, dove è rimasto fino al 2001, all’interno della quale vi è una cappella a lui dedicata e un dipinto che lo raffigura.

San Giacomo La Marca non va confuso con San Giacomo il Maggiore, uno dei 12 apostoli, a cui è dedicata la pontificia reale basilica di San Giacomo degli Spagnoli. Quest’ultima si trova in piazza Municipio e da essa prende anche il nome la sede del Comune di Napoli, “Palazzo San Giacomo”.

Sabrina Cozzolino

Sabrina Cozzolino

Napoletana, diplomata in pianoforte al Conservatorio di musica, insegnante di scuola primaria. Grande appassionata del cinema in bianco e nero, in particolare di Totò, naturalmente supertifosa del Napoli.

Articoli correlati

Ciento 'e sti juorne | 13 Dicembre 2018

Il borgo Santa Lucia: Partenope è nata qui

Ciento 'e sti juorne | 12 Dicembre 2018

Il sound jamaicano dall’accento partenopeo di Jovine dai 99 Posse fino al trio “JS3”

Ciento 'e sti juorne | 10 Dicembre 2018

Luca De Filippo: un omaggio all’Artista e all’uomo. E a Luca Cupiello, icona del Natale napoletano

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi