sabato 17 aprile 2021
Logo Identità Insorgenti

Giovanni Gargiulo, ucciso a 14 anni dalla Camorra

Giovanni Gargiulo
Nun te scurdà | 18 Febbraio 2021

Morire a 14 anni, un evento già di per sé tragico e sbagliato. A rendere più dolorosa la morte di un bambino, però, sono i motivi di una tale ingiustizia. Perché Giovanni Gargiulo fu ucciso da un raid della Camorra, a San Giovanni a Teduccio. Era il 1998, e nel quartiere della periferia est di Napoli si consuma uno scontro sanguinoso tra il Clan Cuccaro e quello dei Formicola.

A uccidere ferocemente Giovanni, la mattina del 18 Febbraio ’98, sono due sicari a volto coperto a bordo di una motocicletta. Lo trovano mentre camminava tranquillamente in strada e cominciano a sparare all’impazzata, mentre il ragazzino tenta di sfuggire a una morte orrenda. Giovanni Gargiulo prova a rifugiarsi in un vicino supermercato, ma viene intercettato dagli assassini che lo freddano fuori al cancello che porta al parcheggio del negozio. Lo raggiungono quattro colpi: alla testa, al torace, alle gambe. Dello spietato assassinio resta il sangue ricoperto di segatura e un berretto di lana bianca appartenuto al bambino.

Il silenzio di un quartiere sull’omicidio di Giovanni Gargiulo

Davanti alla morte di Giovanni Gargiulo un muro di silenzio. Commentò così Don Gaetano Romano, parroco della chiesa dell’Immacolata di San Giovanni a Teduccio, all’indomani dell’omicidio: «Sto malissimo. È da stamane che aspetto un segno che non arriva. Aspetto che qualcuno mi dica: è successa una cosa brutta, hanno ammazzato un ragazzo. E invece, nessuna parola, nessun commento».

"La Mafia uccide, il silenzio pure" su striscione

«Io sono qui da quindici anni, conosco tutti.» Disse il parroco allora 43enne ai giornalisti de L’Unità: «Pensavo che ci sarebbe stato scoramento, che tanti mi avrebbero chiesto: ”Cosa possiamo fare, padre, come dobbiamo reagire?” Nulla, non è successo nulla. Nemmeno un commento. Io, prima di pranzo, sono uscito apposta, ho girato nel mio quartiere, sono passato davanti alle scuole e non ho sentito una parola su questo ragazzo. Tutti, qui, “sanno”. Hanno visto il telegiornale, hanno saputo dei due morti ammazzati davanti al carcere (gli affiliati Francesco Mazzarella e Antonio Palladino, ndr), e senza pensarci si sono messi ad attendere la risposta. Così, in modo meccanico, come se le nostre menti fossero ormai staccate dal cuore».

Le vendette trasversali contro i collaboratori di giustizia

«Un omicidio sporco»: lo commentò così il pentito di Camorra Giuseppe Manco, che 17 anni dopo puntò il dito contro Ciro Aprea. Era il boss dell’omonimo clan alleato con i Cuccaro, e voleva una vendetta per dimostrare a tutti la punizione per chi avesse collaborato con la giustizia. Fu così che Giovanni Gargiulo fu ucciso. Perché il fratello Costantino, allora affiliato con i Formicola, dopo l’omicidio di Raffaele, fratello del boss Michele Cuccaro, fu arrestato e subito diventò collaboratore di giustizia.

«Quando seppi che avevano ucciso mio fratello, un ragazzino che non c’entrava niente, mi sono convinto che collaborare era una cosa buona» disse Costantino Gargiulo, fratello di Giovanni, in aula: «Non volevo più stare con quella gente». Nel 2017 il boss Michele Cuccaro fu condannato all’ergastolo per essere ritenuto il mandante dell’omicidio di Giovanni Gargiulo.

Bimbi che giocano

Accade spesso che – parlando di giovani vittime della violenza della Camorra – si dica che la criminalità organizzata abbia perso la propria “Regola d’onore”. Quella pratica che prevede di non toccare gli indifesi davanti alla follia cieca della violenza mafiosa. Ma che onore c’è nell’uccidere?

Onore. Una parola che con la Camorra e le mafie non ha mai avuto niente a che fare. Onore, chissà cosa ne penseranno le famiglie dei 108 bambini uccisi dalle mafie. Gettati nell’acido, lasciati a morire agonizzanti per giorni. Onore. Andiamo a raccontarlo a chi ancora crede che la mafia non sia un montagna di merda.

Ciro Giso

Un articolo di Ciro Giso pubblicato il 18 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 18 Febbraio 2021

Articoli correlati

Nun te scurdà | 14 Aprile 2021

La storia di Giuseppe Salvia, vicedirettore del carcere di Poggioreale ucciso da Cutolo

Nun te scurdà | 27 Marzo 2021

Annalisa Durante, a Forcella non finisce la Primavera

Nun te scurdà | 19 Marzo 2021

Don Peppe Diana, il prete che, nel 1994, ha costretto la Primavera ad arrivare in anticipo