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Gladiatori. Inaugurata in modalità virtuale la grande mostra al MANN

Beni Culturali | 31 Marzo 2021

Attesa da un anno, apre finalmente i battenti la mostra “Gladiatori” al MANN.

Programmata per essere inaugurata l’8 aprile 2020, poi spostata a dicembre e infine riprogrammata l’8 marzo 2021 per vedere una nuova data di apertura il 31 marzo, questa mostra spettacolare sarà momentaneamente visitabile solo in modalità virtuale.

Uno spot da film: con la voce di Luca Ward e la regia di Lucio Fiorentino

Si apre con uno spot con la regia di Lucio Fiorentino e la voce amatissima di Luca Ward la presentazione di “Gladiatori”.

Presenti fisicamente alla conferenza stampa nel salone della Meridiana in diretta social Paolo Giulierini (Direttore del MANN), Alfonsina Russo (Direttore Parco Archeologico del Colosseo), Gabriel Zuchtrieghel, neo Direttore del Parco archeologico di Pompei, Antonio Ernesto Denunzio (Vicedirettore delle Gallerie d’Italia- Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli) e  Vincenzo De Luca (Presidente della Regione Campania). In collegamento da Basilea Andrea Bignasca (Direttore Antikenmuseum di Basilea).

Solo uniti si vince: una mostra che fa rete

Non si poteva più aspettare: “Gladiatori è la mostra più bella, e per le tristi vicende accadute negli ultimi mesi, anche quella più sofferta del MANN. Siamo stati feriti ma ci siamo rialzati. Lo spettacolo nell’arena può continuare” – dice un emozionato Paolo Giulierini. “Una mostra di questo livello non si fa da soli ma uniti come dice lo spot. Ed è per questo che devo ringraziare il direttore del Parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano, che fa anche una mostra collaterale dedicata ai gladiatori, la direttrice del Polo museale Marta Ragozzino, la direttrice del museo di Santa Maria Capua Vetere, Ida Gennarelli, la direttrice del Colosseo Alfonsina Russo partner della mostra in termini di prestito ma anche di sostegno, i soprintendenti Teresa Cinquantaquattro e Luigi La Rocca, il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtrieghel con il quale abbiamo iniziato una avventura sei anni fa e al quale va il mio ringraziamento per il generoso prestito come direttore di Paestum. Intesa Sanpaolo per aver finanziato parte del catalogo e per aver avviato con noi un percorso che porterà a nuove importanti collaborazioni. E ringrazio il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca grazie al quale in questi anni abbiamo compiuto salti di qualità notevoli e che ci ha sempre sostenuto nelle mostre più importanti come i Longobardi e Canova e l’antico con 300 mila visitatori. Questa mostra adombra un itinerario campano degli anfiteatri che in realtà è ultraregionale” – continua Giulierini.

La mostra svelata via social

Passo dopo passo, foto dopo foto, l’allestimento, nell’immenso salone della Meridiana, è stato svelato già nei giorni scorsi sui profili social del Museo e su quello del suo direttore.

Abbiamo visto apparire in primis uno dei pezzi più importanti e più grandi esposti, il mosaico di Augusta Raurica dall’ Antikenmuseum di Basilea con le sue scene di combattimenti mai presentato in alcun allestimento in Italia,  e poi mano a mano elmi e armature di gladiatori, un’arena come scenografia e tanti importanti prestiti da Roma, Pompei, l’antica Capua, Paestum, il Museo di Capodimonte e Ravenna. Interessante nell’allestimento anche tre degli scheletri ritrovati nella vasta necropoli dei gladiatori di York in Inghilterra (l’antica Eboracum) il cui assemblaggio è stato fatto in diretta a distanza tra i tecnici di Napoli  e quelli britannici.

Gli ologrammi dei gladiatori

Ha suscitato curiosità alle spalle del direttore durante la conferenza stampa uno degli 8 ologrammi di gladiatori in movimento, in realtà veri performer ripresi in scene di combattimenti che organizzano a Basilea.

Un patrimonio unico al mondo: la Regione per la cultura

Un progetto ambizioso questa mostra che vede come scopo principale una rete istituzionale con protagonisti il Museo archeologico nazionale di Napoli, il Parco archeologico del Colosseo, il Parco archeologico di Pompei e l’Antikenmuseum. La Regione Campania, invece,  sostiene il progetto della mostra nell’ottica non solo del rapporto pluriennale con il MANN rinsaldato dai successi delle grandi esposizioni quali “I Longobardi” e “Canova e l’antico”, ma soprattutto in quella di sviluppare una rete di itinerari territoriali tematici, in questo caso specifico, fra gli anfiteatri campani. “Abbiamo luoghi unici al mondo dove nasce il fulcro della cultura occidentale. Nell’arco di 150 chilometri tra Napoli e Roma noi potremmo realizzare il più grande distretto culturale del mondo. La concentrazione di cultura, di arte, di stratificazione artistiche è davvero unica al mondo” – dice Vincenzo De Luca.

I gladiatori: barbari che se la passavano male

La mostra ha contribuito a guardare  i gladiatori nella propria quotidianità e a spogliarli di quell’alone romanzato che ci ha tramandato anche la cinematografia hollywoodiana. “Così scopriamo che non erano carnivori come si pensava ma fanno una dieta bilanciata a base di  carboidrati, cereali sostanzialmente  e anche di legumi, proteine vegetali. Molto simile agli atleti di oggi per capirci. Mentre gli scheletri di York ci dicono che le grandi fratture di cui ci parlano le fonti non sono romanzate. Ci fanno capire che non solo se la passavano male ma l’altezza di quegli scheletri ci dimostra che non erano certo romani ma barbari presi oltre il vallo di Adriano e quindi sostanzialmente toccava sempre a quelli messi peggio andare in arena” – sottolinea Giulierini.

160 reperti nel Salone della Meridiana e Gladiatorimania nel Braccio Nuovo

160 reperti in totale nel Salone della Meridiana divisi in 6 sezioni: 1) Dal funerale degli eroi al duello per i defunti; 2) Le armi dei gladiatori; 3) Dalla caccia mitica alle venationes; 4) Vita da Gladiatori; 5) Gli anfiteatri della Campania; 6) I Gladiatori “da per tutto”. A latere l’altra mostra nel Braccio Nuovo dal titolo “Gladiatorimania”, una vera e propria sezione dal taglio didattico – divulgativo per bambini di ogni età dove spuntano quadri riprodotti da pezzi e personaggi della Lego, playmobil, gli scacchi del MANN, riproduzioni di elmi e tanto altro sulla vita di questi personaggi che hanno affascinato e ancora affascinano l’immaginario collettivo.

Nigidio Maio e il suo rilievo con i gladiatori

Dislocato nell’atrio il grande rilievo con scene di spettacoli gladiatori che arriva dalla cosiddetta necropoli marittima di Pompei e di cui tanto si è parlato alla scoperta della lunga iscrizione a porta Stabia, in località San Paolino pertinente alla tomba del princeps Gnaeus Alleius Nigidius Maius.

Il Focus sugli anfiteatri

Pompei

Interessantissimo il focus sugli anfiteatri: per la prima volta, grazie ad un progetto realizzato da Altair 4 Multimedia, sono state ricostruite virtualmente le sequenze di affreschi che adornavano l’Anfiteatro di Pompei.  Le pitture, scoperte tra il 1813 ed il 1815, abbellivano il muro di separazione tra l’arena e le gradinate dell’edificio: le opere non ebbero lunga vita a seguito del loro ritrovamento, perché, dopo un primo danneggiamento da parte di ignoti, crollarono definitivamente nel 1816. Si deve a Francesco Morelli, che ne riprodusse i dettagli con le proprie tempere esposte in mostra, la successione fedele dei sei pannelli figurati. Sempre dedicato a Pompei, è il modello in sughero dell’Anfiteatro, realizzato da Domenico Padiglione ad inizio del XIX secolo e restaurato proprio in occasione dell’exhibit sui Gladiatori: il prototipo è posto in dialogo con il celebre affresco della rissa tra Pompeiani e Nocerini, opera appartenente alle collezioni del MANN.

Santa Maria Capua Vetere e Pozzuoli

Dall’antica città vesuviana agli altri centri della Campania: nell’allestimento, non mancano approfondimenti dedicati all’Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, presentato grazie ad un plastico ricostruttivo; in mostra, anche due reperti, l’Afrodite vincitrice ed il busto di Psiche, testimonianza della splendida decorazione scultorea dell’edificio.  Ancora, uno spazio ad hoc è riservato al prototipo di “ascensori” che si trovavano nell’Anfiteatro di Pozzuoli e fungevano da montacarichi per trasportare le fiere dai sotterranei all’arena. In video, un viaggio alla scoperta degli anfiteatri che costellavano anche le aree interne della Regione.

Il Colosseo

In sezione, presente un “omaggio” scientifico ed archeologico all’Anfiteatro Flavio romano: è possibile ammirare, infatti, alcuni frammenti della decorazione marmorea del Colosseo, tra cui spiccano i resti di una balaustra con testa di coccodrillo, il locum con iscrizione “Sereni” e la transenna con cornucopia (tutti questi reperti  sono databili tra il III ed il IV sec. d.C.).

I Gladiatori e il Cinema

Chi non conosce, poi, “Il Gladiatore” di Ridlley Scott con protagonista Russell Crowe? Ebbene, nella sezione più cinematografica della mostra nel Braccio nuovo, “La fortuna dei Gladiatori”, scorgerete in una vetrina anche il suo coprispalla.

In allestimento anche la ricostruzione del dipinto ‘Pollice verso’ di Jean-Leon Gerome (Antonio Cerreti), il diorama sui Gladiatori/Ufo Robot (Ars Invicta), oltre a un filmato più didattico sulla fortuna iconografica dei Gladiatori (Altair 4 Multimedia ed Ars Invicta).

Questo e tanto altro ci aspetta in una esposizione che è stata già preceduta da un’altra mostra,“sorella minore” di questa, all’Antikenmuseum di Basilea, qui arricchita del focus sugli anfiteatri e della collaterale interattiva “Gladiatorimania”.

Iniziative a corollario: la Slidedoor con il Colosseo e le mostre ai Campi Flegrei e a Santa Maria Capua Vetere

La mostra avrà a corollario altre iniziative come quella tra il MANN e il Parco archeologico del Colosseo con la porta virtuale (Slidedoor) alle spalle dell’Ercole farnese che consentirà in tempo reale il collegamento live tra i due istituti. Fin ad ora  il Mann era collegato con il Palazzo Merulana di Roma. Poi mostre e iniziative ai Campi Flegrei e a Santa Maria Capua Vetere.

Gli approfondimenti sul portale della Regione Campania

“Gladiatori” è stata promossa con il sostegno della Regione Campania e avrà approfondimenti ad hoc nell’Ecosistema Digitale per la Cultura della Regione Campania  (https://cultura.regione.campania.it ).

ll progetto scientifico e allestitivo

Il progetto scientifico dell’allestimento è a cura di Valeria Sampaolo (già Conservatore presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli) mentre quello allestitivo è di Andrea Mandara e Francesca Pavese. Il coordinamento è di Laura Forte (Responsabile Ufficio Mostre al MANN ed Archivio Fotografico del MANN).

Il catalogo Electa

La mostra, che sarà fisicamente visitabile dal momento in cui la regione entrerà in zona gialla fino al 6 gennaio 2022,  è accompagnata da un catalogo redatto da Electa (già disponibile) a cura di Valeria Sampaolo, e vede contributi importanti tra i quali quelli di Stefano De Caro, Carmela Capaldi, Luisa Melillo, Esaù Dozio, Laura Forte, la stessa Valeria Sampaolo.

Susy Martire

 

 

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 31 Marzo 2021 e modificato l'ultima volta il 1 Aprile 2021

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