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Gli impianti sciistici restano chiusi: il Nord insorge, il Sud resiste

Turismo | 16 Febbraio 2021

Domenica notte è stata firmata dal ministro Speranza l’ordinanza che rinvia ulteriormente, per la quinta volta, l’apertura degli impianti sciistici in tutta Italia, spostandola al 5 marzo. La delicata situazione cui è soggetto il turismo in generale, e che conta per quello invernale un calo del -70% su un fatturato di circa 10 miliardi annui, dopo questa ulteriore mazzata ha visto saltare dalle poltrone i governatori delle regioni del Nord. Da ore si susseguono senza sosta numerosi collegamenti, interviste e botta e risposta nelle maggiori emittenti televisive, e sulla carta stampata e non, si stanno versando fiumi di parole riguardo a questa incresciosa situazione.

C’è solo un piccolo particolare da notare: degli impianti sciistici del Mezzogiorno non parla nessuno, eppure solo un paio di anni fa avevamo scritto un articolo in cui erano elencate le numerose località del Sud dove è possibile sciare e passare una giornata immersi nella neve; tutte vicine, attrezzate e con nulla da invidiare a quelle della parte alta dell’Italia.

In queste ore febbricitanti, dove sentiamo parlare solo una parte del paese, sembra doveroso in primo luogo rimarcare l’assenza di interesse per la situazione economica meridionale, comunque coinvolta dalle chiusure, e anche l’atteggiamento molto più civile mostrato dai quelli da sempre bollati come noncuranti delle regole e avversi alle istituzioni. È notizia di ieri l’apertura,  illegale, di un impianto sciistico in Piemonte, apparso quasi come un atto giustificato.

Le reazioni in Abruzzo

Eppure, come dicevamo, qui da noi non mancano gli impianti. Basti pensare all’Abruzzo, che conta più di quindici località sciistiche: Roccaraso, Rivisondoli, Campo Felice, Ovindoli, Pescocostanzo, San Giacomo-Monte Piselli, Prato Selva, Pescasseroli, Scanno, Marsia, Campo Rotondo, Campo di Giove, Passo San Leonardo, Pizzoferrato, Gamberane, Prati di Tivo e Passo Lanciano-Maielletta. Nella regione l’apertura era stata già rinviata il 13 febbraio scorso, a causa del cambiamento di colore da giallo ad arancione, con le province di Pescara e Chieti piombate, invece, nell’incubo del rosso. Un danno non indifferente se consideriamo che mai come quest’anno, e specialmente nelle ultime ore, sono caduti dal cielo più di 3 metri di neve. L’Abruzzo si stima che perderà così 600 mila euro, non riuscendo, forse, a recuperare nemmeno se si dovesse ritornare in zona gialla. I mesi di marzo e aprile difficilmente potranno compensare le perdite già registrate. Per Luigi Faccia, direttore della scuola di sci Assergi-Gran Sasso: “Questa estate abbiamo cercato di dare il massimo, toccando picchi anche di 10 mila turisti al giorno, nonostante le poche risorse. Questa situazione ci piega le gambe, ma troveremo insieme la formula e la chiave per ripartire. Non possiamo mollare, è la montagna che ce lo chiede”. Un atteggiamento di rassegnazione, certo, ma non di demoralizzazione.

In Molise il rammarico di Molisesci e dei maestri di sci

Amarezza anche in Molise, dove si può sciare a Campitello Matese e Capracotta. La società Molisesci aveva annunciato qualche giorno fa su Facebook l’apertura degli impianti il 19 febbraio. La doccia fredda del rinvio colpisce anche la piccola regione, ma, sempre attraverso la pagina Facebook, la società si auspica di rivedere presto i suoi affezionati clienti. Provati anche i maestri di sci. “Sembra una vera e propria presa in giro: a distanza di poche ore è cambiato radicalmente il parere degli esperti e di conseguenza delle istituzioni, con una situazione epidemiologica pressoché inalterata” ha dichiarato Alberto Gentili, presidente del Collegio maestri di sci.

La situazione campana

La situazione in Campania è differente da quella delle altre regioni del Sud. Infatti, la località di Laceno necessita ormai da tempo di lavori di risistemazione dell’impianto, per i quali sono stati stanziati nel settembre dello scorso anno ben 12 milioni di euro. Gerardo Stabile, di Federalberghi Avellino, stima che con la chiusura delle regioni, e il mantenimento del colore giallo in Campania, potranno comunque arrivare a Laceno circa 2 milioni di persone. Il rammarico è quello di non poter offrire un servizio completo, però la voglia di mettersi in gioco, per far diventare Laceno un punto di riferimento per il turismo invernale, c’è tutta.

In Basilicata tra gare agonistiche e lavori urgenti

Chiusi anche gli impianti di Viggiano, Monte Sirino, Sellata, Terranova del Pollino, dove tuttavia si è tenuta la XXV Coppa Terranova di Pollino, con la vittoria di numerosi atleti lucano-calabri. Solo una settimana fa i sindaci delle località sciistiche della regione si erano espressi riguardo alle imminenti aperture, un po’ preoccupati per le scarse nevicate, ma comunque positivi e speranzosi. La neo sindaca di Lagonegro, Maria Di Lascio, ha però chiesto a gran voce il ripristino della seggiovia Monte Sirino-Lago Laudemio: “Purtroppo la seggiovia che si occupa degli impianti di risalita, spazzata via da una slavina nel 2015, non è ancora funzionante, adesso si fa ricorso agli ski-lift, auspico che gli enti preposti (il riferimento è alla Regione n.d.r.) intervengano”.

La delusione degli imprenditori in Calabria

Anche la Calabria, con gli impianti di Camigliatello, Gambarie, Lorica, Villaggio Palumbo, subisce il rinvio dell’apertura ma, ci tiene a precisare in una nota Nino Spirlì, attuale “reggente” della Regione, che le misure che si sono rese necessarie in Italia sono le stesse prese anche in Francia e in Germania. Tuttavia, il clima qui in Calabria è di scoraggiamento e delusione, gli imprenditori temono di non riuscire a riprendersi.

La Sicilia era appena passata in zona gialla

La Sicilia con le sue meravigliose piste sull’Etna e sulle Madonie è diventata gialla proprio ieri, quindi, dopo essere stata penalizzata rispetto ad altre regioni, avrebbe potuto finalmente riaprire i suoi impianti. Anche qui c’è tanta rassegnazione ma sicuramente attesa di tempi migliori.

Martina Di Domenico

Un articolo di Martina Di Domenico pubblicato il 16 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 16 Febbraio 2021

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