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GRAND TOUR

La Necropoli Ellenistica di Neapolis

Grand Tour, Rubriche | 15 Giugno 2019

Esiste una Napoli che splende alla luce del sole, cullata dai venti salmastri e abitata da un popolo tellurico e irrequieto, ed esiste una Napoli celata nel sottosuolo, nel suo millenario grembo tufaceo, seppellita dal sempiterno incedere del tempo, dalle alluvioni, dalle stratificazioni, dalle colate di fango e da quelle di cemento. Napoli è una città porosa – come scrisse Walter Benjamin – le sue viscere cave sorreggono l’agglomerato sovrastante, conservando al contempo le tracce del suo millenario passato, talvolta, velato sotto i nostri piedi da un sottile strato di tufo.

Un prodigio unico nel suo genere che ha permesso la conservazione di diversi luoghi di straordinario interesse storico-culturale come il complesso di San Lorenzo Maggiore, la Napoli Sotterranea, il Tunnel Borbonico, il Museo del Sottosuolo e chi più ne ha più ne metta. Un sito meno noto, ma di straordinaria valenza identitaria, è la Necropoli Ellenistica di Neapolis ubicata nel quartiere Sanità, a nord delle antiche mura della città, in un’area compresa nel perimetro UNESCO considerata Patrimonio Mondiale dell’Umanità e di eccezionale interesse culturale.

Intorno al IV secolo a.C l’area dei Vergini-Sanità fu destinata dagli antichi greci alla realizzazione della necropoli cittadina, un ruolo che si protrarrà nei secoli a venire con la realizzazione, in epoche diverse, dei complessi catacombali di San Gaudioso e di San Gennaro, e della cava destinata a ossario e conosciuta come Cimitero delle Fontanelle. Intagliati nella collina di Capodimonte, attualmente sommersi da 8-12 metri di materiale alluvionale, gli ipogei funerari ellenistici rappresentano un’eccezionale testimonianza dell’ideologia funeraria della Napoli greca.

Questi monumenti funebri scolpiti nella parete tufacea della collina ci consentono infatti di sbirciare in un passato vecchio venticinque secoli e ancora tutto da scoprire, un luogo suggestivo e dal forte impatto emotivo, custodito con amorevole cura da Carlo Leggieri e dalla sua associazione culturale Celanapoli (vai al sito), impegnati da oltre venti anni, e con le proprie forze, in questo sito di straordinario interesse e ancora poco conosciuto che noi consigliamo caldamente di visitare.

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 15 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 16 Giugno 2019

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