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GRAND TOUR

L’equazione del tempo nell’orologio del convitto nazionale di piazza Dante

Grand Tour | 31 Maggio 2020

Il sole non passa su ciascun meridiano esattamente ogni 24 ore, come siamo abituati a pensare e come, convenzionalmente, la comunità umana ha organizzato lo scorrere dei giorni e degli anni. In realtà, a causa dell’inclinazione dell’asse terrestre e dell’eccentricità dell’orbita del nostro pianeta, ciò avviene con delle differenze più o meno significative, cosicché tra il mezzogiorno convenzionale (quello segnato dal nostro orologio, anche il più preciso) e il mezzogiorno reale (quello in cui il sole è davvero allo zenit) c’è uno scostamento, che può arrivare fino a 15 minuti. Il giorno convenzionale, insomma, dura sempre 24 ore, ma quello vero locale no. E in ogni luogo, e nei diversi giorni dell’anno, lo scostamento ha una durata differente.

Come si fa a conoscere quando è veramente mezzogiorno? Basta venire a Napoli, a piazza Dante (l’antico Foro Carolino o largo Mercatello), dove c’è l’unico orologio in Europa, realizzato nel 1853 al tempo di Ferdinando II, che segna l’equazione del tempo, cioè indica quella differenza, quello scostamento, tra mezzogiorno convenzionale e mezzogiorno reale.
orologio piazza Dante
I due quadranti incastonati nella facciata del Convitto Nazinale di piazza Dante
L’Orologio Astronomico lo si può ammirare sul Convitto Nazionale di piazza Dante ed è composto da due quadranti sferici: il primo, in alto, è il classico orologio da torre, mentre il secondo, più in basso, indica invece l’Equazione del Tempo, con la differenza (in minuti) tra l’ora reale e l’ora “vera” reale. Per calcolare l’ora esatta – in sostanza – bisogna sottrarre o aggiungere i minuti del quadrante dell’Equazione del Tempo all’orario solare indicato sull’orologio da torre.
Antonio Lombardi
Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 31 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 31 Maggio 2020

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