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Grand Tour – Museo Diocesano di Napoli

Grand Tour, Rubriche | 4 Giugno 2015

11438638Il weekend è alle porte… è tempo di pianificare una visita alla scoperta dei siti più interessanti della città di Napoli. L’idea è di accompagnarvi in una passeggiata virtuale tra le bellezze storico-artistiche della nostra città. Oggi sarà il turno del Museo Diocesano di Napoli.

Percorrendo il Decumano Superiore dell’ancora riconoscibile struttura viaria dell’originaria Neapolis, che era attraversata da un capo all’altro da vie parallele, chiamate poi dai Romani “decumani” e da strade perpendicolari ad esse dette “cardini”, a Largo Donnaregina (a pochi passi dal Duomo) si erge al di sopra di una monumentale scalinata di piperno la Chiesa di S. Maria Donnaregina Nuova che è oggi sede del Museo Diocesano. Il complesso monastico si estende su due livelli per un’area di circa 3000 mq ed è caratterizzato dalla presenza di forme e di decorazioni tipici di due stili artistici differenti, il Gotico e il Barocco. Infatti fanno parte del percorso museale la Chiesa di S. Maria Donnaregina Nuova e quella Vecchia, situata alle spalle del presbiterio di quella Nuova.

Maria Donnaregina Vecchia

La chiesa faceva parte di un’insula conventuale che ospitava un ordine di monache di clausura, le Clarisse. Fu edificata agli inizi del Trecento per volere della regina Maria d’Ungheria, moglie di Carlo II d’Angiò re di affreschi_donnaregina_anticaNapoli, su una preesistente fondazione altomedievale distrutta dal terremoto del 1293.

La chiesa è uno degli esempi più belli del Gotico che si sviluppò a Napoli proprio grazie all’arrivo del francese Carlo d’Angiò e conserva ancora un interessante ciclo di affreschi (prima metà del Trecento) attribuiti alla scuola di Pietro Cavallini, che rappresenta un documento fondamentale per noi napoletani perché è il più vasto ciclo di pittura murale d’arte medievale che possediamo. Nella chiesa è possibile ammirare anche lo splendido Monumento funebre di Maria d’Ungheria realizzato da Tino di Camaino nel 1324.

Maria Donnaregina Nuova

All’inizio del Seicento le Clarisse decisero di far edificare una chiesa ex novo detta per tale motivo S. Maria Donnaregina Nuova per omologarsi al gusto del tempo, il Barocco. La chiesa è ad unica navata con tre cappelle ai due lati, con presbiterio e con coro sopraelevato dove le Clarisse cantavano e partecipavano alla liturgia senza essere viste dai fedeli. Tuttora chiunque varca l’ingresso della maestosa chiesa sente di essere catturato dalla magnificenza dei marmi policromi, dalla splendida volta interamente affrescata con la “Gloria della Vergine”, dall’affresco che decora il coro sopra il presbiterio con il “Il Miracolo delle rose” realizzato da uno dei più importanti artisti del Tardobarocco napoletano, Francesco Solimena.

 

Volta_DonnareginaL’aspetto attuale del complesso deriva da lavori di restauro operati da Gino Chierici nel Novecento. Egli separò le due chiese creando in questo modo una distinzione che non era mai esistita, poiché nel Seicento la chiesa Vecchia era integrata con la Nuova.

Museo

La chiesa barocca ospita il Museo Diocesano, costituito da 25 sale espositive e 300 opere d’arte. I matronei, lunghi corridoi sopraelevati dove le monache assistevano alla celebrazione della messa affacciandosi dalle grate senza essere viste, sono ormai adibiti a percorso museale.

Sono molti i nomi di grandi artisti di cui sono esposte le opere: Luca Giordano, Massimo Stanzione, Aniello Falcone, Andrea Vaccaro, Francesco Solimena.

Il Museo raccoglie opere legate principalmente alla sfera sacra. Oltre a tele, tavole e sculture di tema religioso, vi sono conservati anche corredi liturgici in oro e in argento e reliquiari come la Stauroteca, un prezioso manufatto artistico del XII secolo che contiene ciò che si pensa sia il frammento di legno della Croce di Cristo.

Riteniamo doveroso ricordare che Napoli non è solo Ca(Go)morra, non è solo delinquenza e rifiuti. Napoli è creatività, Napoli è storia, Napoli è arte, Napoli è bellezza ed è davvero fondamentale che, primi fra tutti, i napoletani debbano conoscere e sentirsi orgogliosi di ciò che la propria città vanta.

mappa

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Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 4 Giugno 2015 e modificato l'ultima volta il 4 Giugno 2015

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