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GRANDE SUD

Bovino (Fg): la bellezza di un borgo sui monti Dauni

Turismo | 22 Luglio 2019

C’è una parte di Puglia dove le giornate sono ancora scandite dal suono delle campane, dove il sole scalda tiepido fino a ottobre inoltrato, dove le anziane signore che escono da casa ti salutano, abbozzando un sorriso anche se sei un volto completamente nuovo. C’è una parte di Puglia in cui potete ancora sentire i bambini correre per le vie del borgo, giocare a palla nelle piazze…

Vi parlo di Bovino, piccola perla medioevale sui Monti Dauni.

E’ un racconto di luoghi e di memorie, di pietre, di case bianche di calce, di palazzi gentilizi, di vicoli e di chiese, che emergono dal silenzio dei secoli e diventano di nuovo vivi per accompagnare il visitatore alla scoperta della nostra terra. Ci appare così, come in un flash d’autore, Bovino (Fg), uno dei “borghi più belli d’Italia” e “bandiera arancione” del Touring Club Italiano, arroccata a 647 metri di altitudine, con le sue compatte e suggestive architetture che sanno di storia e di fede antica: il castello ducale, uno dei complessi storici più interessanti per la sua mole, la sua posizione dominante e la torre normanna, la monumentale Cattedrale, di stile romanico-pugliese e facciata del 1231, l’antichissima chiesa di San Pietro, il Rosario, San Francesco, l’Annunziata, il Carmine, Santa Maria delle Grazie, che arricchiscono e impreziosiscono il caratteristico centro storico.

Dignitoso ed elegante, con gli antichi rioni, gli scorci che di gradano nella campagna circostante, i poggi, gli archi, le piazze, gli splendidi portali, i numerosi stemmi, il dedalo inestricabile di stradine, pavimentate con acciottolato, è lì, nella quiete delle antiche atmosfere, pronto a documentare lo scorrere della vita di ogni giorno, a raccontare il tempo passato che diventa memoria del presente e rimanda ad una storia plurimillenaria di antichi splendori, invasioni e dominazioni. E’ lì per accompagnarti alla scoperta delle sue remote origini, con la visita al Museo Civico, che introduce alle radici del borgo attraverso testimonianze di diverse epoche e civiltà con una bellissima raccolta di stele antropomorfe del III millennio A.C., al Museo Diocesano, alla Biblioteca Vescovile, agli Archivi storici, che raccolgono oggetti, paramenti sacri, pergamene, incunaboli, codici manoscritti, segni visibili e inequivocabili di un nobile e illustre retaggio.

E’ lì per coinvolgere e immergere il visitatore nei luoghi e negli eventi, nel fascino dei falò di San Giuseppe, nel gioioso frastuono delle fanfare per la festa di San Celestino (seconda domenica di ottobre), nelle sagre, nelle mostre e negli spettacoli dell’estate bovinese, che trovano la massima e sublime espressione nella Festa Patronale del 29 agosto, con la tradizionale “cavalcata storica”, in onore di Maria SS. di Valleverde. E se proprio non bastasse, appena usciti dal borgo antico, una visita alla Chiesa di Sant’Antonio, incastonata nella ridente Villa comunale, tra i più belli ed apprezzati parchi cittadini della Provincia, luogo di ristoro e di riposanti passeggiate, tra fontane, alberi secolari e sinuosi vialetti. Un’occasione unica e stimolante per chi sa cogliere, accanto ai segni del tempo, la salubrità dell’aria, il respiro della storia, la serena bellezza dei luoghi. Ed è solo l’inizio della scoperta.

Foto e testo: Michele Grande

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 22 Luglio 2019 e modificato l'ultima volta il 22 Luglio 2019

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