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GRANDI COLLABORAZIONI

A Palermo la mostra che racconta i Borbone e l’archeologia in collaborazione coi musei campani

Beni Culturali | 27 Novembre 2018

A Palermo una grande mostra celebra i Borbone e la città che pure fu capitale del regno, al Museo Salinas, in collaborazione con gli spazi museali campani. Una storia che inizia nel 1734, quando Carlo di Borbone muove alla conquista delle Due Sicilie sottraendole alla dominazione austriaca. Il 3 luglio 1735, nel Duomo di Palermo l’Arcivescovo Matteo Basile, legittimando di fronte a Roma il nuovo sovrano, lo investì della corona di Sicilia. Al momento dell’incoronazione, il sovrano scelse di non adoperare alcun numerale, ma di regnare con il nome di Carlo di Borbone, rinunciando all’ordinale “III” assunto al momento della conquista dell’isola. La scelta di Palermo quale sede per l’incoronazione portò a credere che Carlo volesse fissare la propria dimora nella capitale siciliana, anziché a Napoli. Tali ipotesi, però, tramontò presto: trascorsa una settimana dall’incoronazione, Carlo partì e fissò la propria capitale nella città partenopea, lasciando a Palermo un Viceré. Nel 1759 Carlo tornò in Spagna e i titoli di Re di Sicilia e Re di Napoli furono assegnati al figlio Ferdinando, un bambino di otto anni che assunse il titolo di Ferdinando III di Sicilia e Ferdinando IV di Napoli. Anche Ferdinando visse a Napoli come il padre Carlo, fatta eccezione per la pausa della Repubblica Partenopea nel 1799 in cui si rifugia a Palermo e durante il decennio francese in cui è sempre nella capitale della Sicilia. Dopo il Congresso di Vienna e la Restaurazione, l’8 dicembre 1816, Ferdinando III emanò la Legge fondamentale del Regno delle Due Sicilie, con la quale stabilì l’unificazione del Regno di Sicilia e del Regno di Napoli: la Sicilia ulteriore e la Sicilia citeriore furono riunite in un unico Stato, il regno delle Due Sicilie. Il sovrano giustificò tale decisione sostenendo che non avrebbe potuto essere sovrano costituzionale a Palermo e monarca assoluto a Napoli. Il re borbonico assunse pertanto il titolo di Ferdinando I Re delle Due Sicilie. La capitale del nuovo Regno fu inizialmente Palermo, sede secolare del Parlamento Siciliano, ma già l’anno successivo (1817) la capitale viene spostata a Napoli. La storia termina nel 1860, con lo sbarco dei Mille a Marsala e il governo dittatoriale di Giuseppe Garibaldi, che portò la Sicilia all’annessione al neonato Regno d’Italia.

La Mostra: dal 2 dicembre al 31 marzo 2019 a cura di Francesca Spatafora

La mostra occupa tre saloni del primo piano del museo Salinas di Palermo e racchiude circa un centinaio tra opere e reperti donati all’allora Museo di Palermo dai sovrani Borbone Francesco I e Ferdinando II oltre a diverse opere provenienti da scavi finanziati dai reali a Pompei, Ercolano e Torre del Greco, prestate dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dai Parchi Archeologici di Pompei ed Ercolano.
Introduce la mostra la grande statua di una Menade esposta al Museo Salinas. Faceva parte del complesso scultoreo delle Terme di Caracalla inaugurate nel 216 d.C. a Roma. Qui venne ritrovata, tra il 1545 ed il 1546, durante gli scavi archeologici promossi da Papa Paolo III (Alessandro Farnese). Esposta a Roma nel Palazzo Farnese a Campo de’ Fiori, confluì nella collezione di opere d’arte della nobile famiglia. Alla morte di Elisabetta Farnese, la Menade con gli altri capolavori, venne ereditata dal re Carlo di Borbone e successivamente dal figlio Ferdinando. A Napoli fu infine trasferita insieme ad altre sculture della Collezione Farnese per il nuovo Real Museo Borbonico. Fuggito in Sicilia il re di Napoli a causa dell’invasione dei Francesi, la Menade nel 1827 fu spedita a Palermo per abbellire il Reale Parco della Favorita. Infine nel secolo scorso fu esposta al Museo Nazionale di Palermo. Nel 1996 un‘archeologa austriaca identificò nei magazzini del Museo delle Terme di Roma un frammento della spalla della statua che fu integrato con una delicata operazione di restauro nel 2002.
La scultura raffigura una Menade, donna che partecipava con danze e canti alle cerimonie di Dioniso, dio del vino. La sua veste è il chitone ed il manto una pelle di leopardo, il sandalo è decorato da una testa di satiro. E’stata eseguita con due diversi tipi di marmo (bianco e grigio) per distinguere le parti nude del corpo dal vestito. La sua datazione è controversa e oscilla tra il I e il III sec. d.C.

Tre le sezioni della mostra

La prima, dedicata a Pompei, comprende l’intero complesso di opere e materiali provenienti dalla Casa di Sallustio, donati al Museo di Palermo nel 1831 da Ferdinando II; spicca tra questi “Ercole in lotta con il cervo”, gruppo scultoreo in bronzo che abbelliva originariamente l’atrio della domus. Completeranno l’esposizione dedicata alla città vesuviana alcune sculture, vasellame di terracotta e di bronzo, decorazioni architettoniche rinvenute a Pompei nel corso degli scavi realizzati dai Borbone o recuperate nei cunicoli di scavo ottocenteschi.

Una seconda sezione è dedicata a Ercolano: in questo caso saranno esposte, con il grande plastico del teatro di Ercolano realizzato nel 1808, diverse pitture parietali, oggetti di uso quotidiano, bronzi e sculture provenienti dagli scavi ottocenteschi.

Dell’ultima sezione fanno parte opere e pitture rinvenute nella villa di Contrada Sora a Torre del Greco: alcune furono portate a Palermo e donate al museo nel 1831 da Ferdinando, in fuga da Napoli nel 1798 (e tra queste spicca una splendida copia romana in marmo dell’originale in bronzo del Satiro versante di Prassitele); altre, provenienti da scavi ottocenteschi o dei primi anni Novanta dello scorso secolo, provengono dallo stesso contesto e testimoniano la raffinatezza dell’apparato decorativo della villa.

Comitato Scientifico
Paolo Giulierini, Clemente Marconi, Massino Osanna, Elisa Chiara Portale e Francesco Sirano

Promossa da:
Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità’ siciliana
Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana
Palermo Capitale della Cultura 2018

Organizzazione:
Museo Salinas-Polo regionale di Palermo per i Parchi e Musei Archeologici

In collaborazione con
Museo Archeologico di Napoli
Pompeii – Parco Archeologico
Ercolano – Parco Archeologico
CoopCulture

Orari:
martedì>sabato 9.30 > 18.30
Domenica e festivi: 9.30 > 13.30
Lunedì: riposo settimanale

Biglietto di ingresso:
3 euro
Info e prenotazioni:
CoopCulture
tel. +39.091.7489995

Ingresso gratuito in occasione della prima domenica del mese

Susy Martire

Susi Martire

Guida turistica abilitata in Campania, Consigliere e portavoce ufficiale dell’Associazione Guide Turistiche Campania; Laureata in Lingue e letterature straniere; appassionata di Archeologia, in particolare innamorata di Pompei e di tutto ciò che le riguarda. Segni particolari: Angeler… cioè fan di Alberto Angela (è un difetto?)

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