martedì 23 ottobre 2018
Logo Identità Insorgenti

GRANDI SCRITTORI

A 96 anni nuovo libro di La Capria: “Il fallimento della consapevolezza”

Libri | 10 ottobre 2018

“Io sono nato nel 1922 a Napoli, in una città che ha molti volti e che recita sé stessa; dove è ambigua, come in ogni recita, la linea di demarcazione tra vero e falso”.

E’ l’incipit di “Il fallimento della consapevolezza”. Un libro che porta la firma di uno dei più grandi scrittori viventi, quel Raffaele La Capria, recentemente “rievocato” come riferimento fondamentale da un più giovane scrittore,(parliamo di Alessio Forgione nel libro “Napoli Mon Amour”).

E da questo dualismo partenopeo sottolineato da La Capria, prende le mosse questo viaggio a ritroso nel tempo. Con la leggerezza e la lucidità che lo contraddistinguono, La Capria accompagna il lettore alle origini della sua vita di scrittore, rievocando gli anni della formazione, la lotta ingaggiata per emanciparsi dagli stereotipi culturali imposti dalla città, l’insegnamento decisivo di Croce e la scoperta euforizzante di scrittori quali Proust, Musil, Kafka, Joyce, Faulkner, le cui tecniche compositive saranno d’ispirazione per i suoi futuri romanzi, su tutti Ferito a morte.

Analizzando retrospettivamente la sua produzione, La Capria fa dono al lettore delle proprie idee sulla letteratura e sulla sua città, perché Il fallimento della consapevolezza è anche un libro su Napoli: ogni dettaglio che lo compone non fa che rendere saliente il controverso rapporto che lo scrittore intrattiene con la città.

“In tutti i libri che ho scritto” ci ricorda, “c’è sempre questo dissidio, questo ‘poetico litigio’, tra me e la città, e il desiderio di svelarne l’anima nascosta, di ripensarla in modo da renderla presentabile, non con un maquillage superficiale, ma con una riscoperta della sua identità.”

A completare questa raccolta, alcune lettere inedite tornate in possesso dell’autore il giorno del suo novantatreesimo compleanno: le scrisse tra il febbraio e il maggio del ’43, mentre era militare a Caserta, a Peppino Patroni Griffi.

La Capria stesso, nel presentarle, è sorpreso dai sentimenti che a quel tempo lo dominavano. Scopriamo un ragazzo di buona famiglia inerme e ingenuo sopraffatto dalla durezza della vita militare e dal terrore di vedersi abbandonato dall’amico più caro, in un’epoca di grande incertezza, che di lì a poco si sarebbe conclusa con la fine della guerra.

Attraverso la forma del memoriale, La Capria esplora il confine sottile tra verità e trasfigurazione narrativa, e dimostra che anche raccontando personaggi reali ed eventi realmente accaduti uno scrittore puro non può fare a meno di produrre letteratura.

Articoli correlati

Cultura | 8 ottobre 2018

IL BILANCIO

Ricomincio dai libri: dalla A alla Z cosa ci è piaciuto (e cosa no) di questa edizione al Mann

Libri | 8 ottobre 2018

IL LIBRO

A Napoli con Totò: dalla Sanità alla luna. Così Elena Anticoli de Curtis racconta il nonno

Libri | 5 ottobre 2018

IL PROGETTO

Ecco la mappa letteraria di Napoli: sfida ai lettori di Ricomincio dai libri