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GRAZIE DIEGO

Ho imparato a scrivere ricalcando le lettere del tuo nome

Sport | 26 Novembre 2020

Non ho visto l’opera di Diego compiersi, sono nato nel Giugno del 1999. Eppure, se state leggendo le mie parole, lo devo proprio a Diego Armando Maradona, perchè ho imparato a scrivere ricalcando sulle lettere del suo nome.

Era il 2005. Diego subisce il primo bypass gastrico (l’altro sarà nel 2015). Io, invece, avevo iniziato da poco la prima elementare. Sono stato sempre affascinato dalla sua figura, come se il mio cuore sapesse già chi fosse, quando la mia conoscenza doveva ancora scoprire il mondo del calcio. Prima di essere stato un tifoso del Napoli, sono diventato un tifoso di Maradona.

A fine novembre di quarant’anni fa, Napoli tremava e piangeva. Oggi Napoli non trema, ma piange ancora. Diego Maradona è morto: difficile dirlo, straziante scriverlo. Per andar via ha scelto lo stesso giorno di Fidel Castro, amico fraterno e “maestro” di rivoluzioni proprio come lui. Lo stesso di George Best, l’unico ad averlo preceduto in genio e sregolatezza. E un trigesimo che cadrà all’avvenuta di Cristo.

Diego, l’unico capace di ricostruire l’anima di ogni napoletano dopo il terremoto e rialzarla al riscatto. In queste ore, forse riesco davvero a percepire il dolore di quel fatidico giorno dell’Ottanta, con la consapevolezza che i frantumi dell’anima mia rimarranno ammassati a terra, sotto la nube della demolizione e che nessun altro uomo e giocatore sarà in grado di ricostruirli.

Grazie Diego.

Non sono cresciuto con i tuoi gol, ma sono formato dalla tua eterna leggenda.

Luigi Pellegrino

Un articolo di Luigi Pellegrino pubblicato il 26 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 26 Novembre 2020

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