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GRECIA

Finisce l’era Tspiras. O forse no

Altri Sud, Europa | 8 Luglio 2019

La Grecia vira verso il centrodestra. Nelle elezioni anticipate convocate dal premier uscente a seguito della sconfitta di Syriza alle elezioni europee, i moderati di Kyriakos Mitsotakis hanno stracciato il partito di Alexis Tsipras. Mitsotaki sarà dunque il nuovo capo del governo in Grecia: Tsipras lo ha chiamato per congratularsi e ha riconosciuto la sconfitta.

I risultati delle elezioni anticipate in Grecia

I risultati di queste elezioni consegnano alla Grecia la Nuova democrazia di Mitsotakis quasi al 40 per cento con 158 seggi su 300. Segue la formazione di Tsipras che arriva al 31,56% (86 seggi). I socialisti di Kinal, eredi del Pasok, con il 7,96% (22 seggi); i comunisti del Kke il 5,33% (15 seggi). Grande sconfitta dall’appuntamento elettorale  è, più che Tsipras, la formazione di estrema destra di Alba Dorata che non supera la soglia di sbarramento del 3% e resta fuori dal Parlamento. Nel 2015 era terza forza politica del Paese, con il 7% dei voti e si era aggiudicata 18 seggi. Superano invece di pochi voti lo sbarramento la “Soluzione greca”, estrema destra filo-russa, al 3,8% (10 seggi) e il partitino dell’ex ministro Varoufakis, MeRa25, con 9 seggi e il 3,47%.

Le ragioni della sconfitta di Tsipras

La maggior parte dei commentatori parla di addio di Tsipras. Ed in realtà, ormai, dopo un decennio di economia tiratissima, l’immagine del suo governo ne esce fortemente logorata, con la middle class del paese che non riconosce la ripresa economica (forse perché non la percepisce); una opposizione durissima che l’ha dipinto come un arrogante che ha saputo solo aumentare le tasse (in realtà imposte dal terzo memorandum europeo) e con ampie frange del paese irritate dall’accettazione del rigore dei creditori europei, cosa che ha senza dubbio agevolato l’ingresso in Parlamento il suo ex ministro Varoufakis.

Eppure Tsipras in questo quasi decennio ha evitato la Grexit dopo aver convocato e vinto un referendum popolare anti-austerità che invece la voleva fortemente, ha portato il Paese fuori dal commissariamento delle politiche economiche, ha riportato la Grecia sul mercato. L’economia è tornata a crescere da nove trimestri e la disoccupazione è calata da oltre il 26% a poco più del 18%.

In termini di credibilità internazionale, Tsipras insomma si è saputo guadagnare diversi punti: ma in termini di consenso sul suo territorio, invece, ha perso terreno via via, come forse è fisiologico e fatale.

Eppure Tsipras non esce davvero sconfitto

Quel che è certo è che da queste elezioni Syriza diventa ufficialmente  e stabilmente un consolidato polo politico in un contesto bipartitico, scelto da quasi un terzo degli elettori.

Tsipras, del resto, ha ribadito proprio questo: meno di 5 anni fa Syriza era solo un partitino al 4% marginalizzato nella vita politica del Paese. Oggi è il secondo polo greco e Alexis, da ex ragazzo della sinistra antagonista, magari sarà ancor più a suo agio come leader dell’opposizione. Noi siamo pronti a scommettere che sentiremo ancora parlare di lui. Soprattutto, non escludiamo un suo ritorno, in futuro, anche per il nuovo sistema elettorale proporzionale con cui si voterà la prossima volta in Grecia.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 8 Luglio 2019 e modificato l'ultima volta il 8 Luglio 2019

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