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GRILLO IN EUROPA

Cosa ha detto sui fondi Ue e cosa avrebbe dovuto dire

Europa, Politica | 24 Luglio 2014

grillo

Nelle ultime ore ha fatto assai scadalo, sui social ma anche sulle pagine più autorevoli del meridionalismo, una dichiarazione estrapolata tra le tante di Beppe Grillo, a Strasburgo, in cui il leader del Movimento 5 Stelle parla dei fondi europei dicendo testualmente: “Non date piu’ finanziamenti all’Italia. I finanziamenti europei finiscono tutti in tre regioni, Calabria, Campania e Sicilia, cioè a mafia, camorra e ‘ndrangheta”. Apriti cielo. In molti urlano allo scandalo. Peccato che Grillo aggiunga anche altro, ignorato dai più.  Sia chiaro: è indubbio che una dichiarazione come questa, estrapolata così, in prima battuta non può che fare incazzare, non c’è dubbio. Nè ci metteremo a fare i difensori d’ufficio di Grillo, che non è nè nostra intenzione nè nostro mestiere.

Però qualcosina vorremmo dirla. Come si può vedere nel piccolo spezzone di video ovviamente proposto da L’Espresso – ma dai? – Grillo anzitutto dice, è vero, questo, ma dice anche “Io voglio controllare i flussi dei soldi, non sappiamo dove vanno. Qui ci sono quattro cinque aziende statali o parastatali che prendono il 95 per cento dei fondi”.

Certo sulle regioni del Sud quella del leader stellato è una caduta di stile, perché un tema del genere non si può affrontare con tale superficialità. E certo Grillo avrebbe potuto citarle le quattro cinque aziende parastatali: avrebbe svelato ai più che quelle aziende sono aziende del Nord, con sede legale al Nord.

Avrebbe potuto, inoltre, parlare di quanti fondi per lo sviluppo sono stati “dirottati” da Sud verso Nord. L’ultimo caso, tanto per dire, lo abbiamo raccontato qualche settimana fa proprio su queste pagine. E riguarda il Mose. Ripassa Beppe.

E inoltre che i Fas siano il bancomat del governo, beh, Grillo ha omesso di dirlo, mentre pochi mesi fa la Corte dei conti ha evidenziato che l’utilizzo dei soldi del Fas solo in Italia ha finito per assumere “l’impropria funzione di fondi di riserva diventando uno dei principali strumenti di copertura degli oneri finanziari” connessi alla politica corrente del governo. Questo Grillo perché non lo ha detto a Strasburgo?

Perché non ha ricordato che ogni volta che è stato necessario finanziare qualcosa, dall’emergenza terremoto alle multe per le quote latte si è fatto ricorso al Fas togliendo risorse al Sud? E parliamo, secondo alcune stime, di circa 15 miliardi di fondi sottratti annualmente al mezzogiorno, anche se cifre precise non ce ne sono. E non è dato saperle.

Avrebbe anche potuto, Grillo, ricordare che – la fonte è sempre l’Espresso – “nel 2003 con il secondo governo Berlusconi a colpi di milioni di euro si realizzano fondamentali infrastrutture come il museo del cervo a Castelnuovo Volturno e quello dei Misteri a Campobasso; il visitor center a Scapoli; si valorizza la palazzina Liberty di Venafro; si implementa il sito Web della Regione Molise; si restaurano conventi, chiese e cappelle a decine come a Montelongo, Castropignano e Gambatesa; si acquistano teatri come a Guglionesi; si consolida il santuario di Montenero di Bisacce. Per carità, si fanno pure le reti fognarie nei paesi e strade interpoderali sempre utili alle popolazioni; si recuperano siti turistici e pure aree naturalistiche, ma a fare epoca sono sicuramente il fiume di regalie come quelle legate al recupero e la valorizzazione della collezione Brunetti e agli studi sulle valenze naturalistiche dell’aerea di Oratino, al museo ornitologico di Montorio dei Frentani, per non parlare della realizzazione dell’enoteca regionale del Molise”.

Oppure avrebbe potuto ricordare che con Prodi, negli anni successivi, “appaiono una miriade di contributi a progetti che con il Sud hanno poco a che vedere: 180 milioni vanno per esempio al progetto ‘Valle del Po’; 268 al ministero dell’Università per i distretti tecnologici; 119 al ministero per le Riforme per l’attuazione di programmi nazionali in materia di società dell’informazione; altri 36 milioni al ministero dell’Ambiente per finanziare tra l’altro il ‘Progetto cartografico’, un milione finisce al ministero per le Politiche giovanili e le attività sportive per vaghe attività di assistenza; un altro milione al Consorzio nazionale per la valorizzazione delle risorse e dei prodotti forestali con sede in Frontone nella meridionalissima provincia di Pesaro e Urbino; 4 milioni al completamento dei lavori di ristrutturazione di Villa Raffo a Palermo, sede per le attività di alta formazione europea; 2 milioni alla regione Campania per la realizzazione del museo archeologico nel complesso della Reggia di Quisisana; 20 milioni al Cnipa per l’iniziativa telematica ‘competenza in cambio di esperienza: i giovani sanno navigare, gli anziani sanno dove andare’; quasi 4 al ministero degli Esteri per il sostegno delle ‘relazioni dei territori regionali con la Cina’.

E potremmo continuare per giorni. Però non lo facciamo, sicuri che Grillo correggerà il tiro e meglio preciserà nelle prossime ore, vista la gigantesca levata di scudi.

Detto questo nella conferenza stampa di Grillo a Bruxelles questa cosa è stata affermata a margine di tanti tanti altri temi: Grillo in realtà ha parlato di molto altro. E il cuore del suo discorso era tutt’altro. Dal Mes al Fiscal Compact, denunciando tutte le deviazioni che “ci chiede l’Europa”. E dunque, per chi avesse la volontà e la bontà di voler approfondire, vi proponiamo a questo link il discorso integrale del leader di 5 stelle. 

E anche il video integrale. 

Almeno, se non altro, per farvi una vostra personale idea e per non bervi solo ciò che la stampa di regime, vuoe far passare. Non cadete nelle trappole. Nè del Sistema nè di chi è funzionale al Sistema. E con questo mi sa che abbiamo detto tutto.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 24 Luglio 2014 e modificato l'ultima volta il 24 Luglio 2014

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